Il Bioparco di Roma, da sempre impegnato nella conservazione della biodiversità attraverso i programmi coordinati a livello europeo, ha accolto nove coppie di pinguini del Capo (Spheniscus demersus), provenienti dallo Zoo di Bristol e da Zoom Torino.
Gli animali hanno a disposizione un’ampia area in cui è stato ricreato l’ambiente asciutto e luminoso delle spiagge sudafricane, con rocce naturali, un mix speciale di ghiaia e piante di origine sudafricana.
Il pinguino del Capo è l’unico pinguino africano ed è distribuito principalmente lungo le coste del Sud Africa e della Namibia, in ambienti di clima temperato, molto simile a quello mediterraneo.
Nonostante siano uccelli, i pinguini sono incapaci di volare; nel corso dell’evoluzione le ali si sono trasformate in pinne.

UNA SPECIE IN PERICOLO
I pinguini del Capo sono animali a serio rischio di estinzione, un dato per tutti: all’inizio del XX secolo se ne contavano 2,5 milioni, oggi ne sopravvivono appena 50 mila. Le principali cause di questo drastico declino sono l’inquinamento petrolifero e l’invasione delle plastiche nel mare, il prelievo illegale delle uova, la riduzione delle prede causata dall’attività antropica.
L’IUCNUnione Mondiale per la Conservazione della Natura – ha classificato il pinguino del Capo come endangered, ovvero a rischio di estinzione in natura.

AIUTARLI È POSSIBILE
Il Bioparco sostiene la SANCCOB – The Southern African Foundation for the Conservation of Coastal Birds– un’organizzazione finalizzata alla conservazione del pinguino del Capo e di altri uccelli marini attraverso la ricerca, la sensibilizzazione, il recupero e il rilascio in natura di individui feriti o vittime delle fuoriuscite di petrolio. Ogni anno l’associazione presta soccorso a 2500 uccelli marini di cui 1500 sono pinguini.
Maggiori info su: www.sanccob.co.za

IL BIOPARCO PER LA CONSERVAZIONE
I pinguini del Bioparco sono inseriti nel programma europeo di conservazione in cattività per le specie minacciate di estinzione denominato EEP – European Endangered species Programme – con l’obiettivo di mantenere una popolazione di animali in cattività geneticamente sana per eventuali ripopolamenti in natura. Il progetto è coordinato dall’EAZA – Unione Europea Zoo e Acquari, di cui il Bioparco è membro.

ALCUNI NUMERI
Il 95% dei rifiuti marini è composto da plastica: 10-20 milioni di tonnellate di rifiuti che rappresentano una delle principali cause di mortalità per moltissime specie. Infatti, si stima che 100 mila i mammiferi marini vengano uccisi annualmente a causa delle plastiche, un dato allarmante destinato ad aumentare.

  • Il 95%, la percentuale di rifiuti del Mar Mediterraneo composto da plastica. Un impatto devastante su specie e habitat.
  • 150-500 mila, le tonnellate di macroplastiche riversate nel Mediterraneo ogni anno.
  • 70-130 mila, le tonnellate di microplastiche riversate nel Mediterraneo ogni anno.
  • 134, le specie marine che nel Mediterraneo sono vittime della plastica, tra cui tutte le tartarughe marine, che scambiano i sacchetti di plastica per prede.
  • 344, le specie marine trovate intrappolate nella plastica nei mari del mondo.
  • 700, le specie marine minacciate dalla plastica.
  • 150 milioni e oltre, le tonnellate di plastica presenti oggi nei mari di tutto il mondo.

Dati dal rapporto WWF “Mediterraneo in trappola”

E IO, COSA POSSO FARE?
Ognuno di noi può fare la differenza attraverso piccoli gesti come ad esempio:

  • Smaltire la plastica nella raccolta differenziata
  • Eliminare l’uso di piatti e bicchieri di plastica monouso
  • Usare una borraccia o una brocca di acqua di rubinetto
  • Evitare dentifrici e detergenti che contengono microplastiche
  • Usare buste riutilizzabili per fare la spesa
  • Favorire alimenti senza imballaggi di plastica
  • Non usare pellicole di plastica per conservare il cibo
  • Evitare cannucce di plastica