Informiamo i gentili visitatori che il Bioparco ha avviato il progetto di ristrutturazione dei punti ristoro al fine di garantire un servizio migliore.Pertanto i suddetti resteranno temporaneamente chiusi. Ci scusiamo per il disagio.

Sorgerà al Bioparco di Roma il primo Museo Permanente del Crimine Ambientale realizzato grazie alla collaborazione con il Corpo forestale dello Stato. Il Museo, unico nel suo genere in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e flora in via d’estinzione.
I reperti esposti provengono dalle innumerevoli operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio Cites del Corpo forestale dello Stato negli ultimi venti anni, sia sul territorio nazionale che internazionale. Si stima che attualmente siano conservati dal Corpo forestale dello Stato oltre 71mila reperti. L’Italia rappresenta, infatti, uno dei più importanti mercati di prodotti ed articoli derivati da specie animali e vegetali, il cui giro di affari, a livello internazionale, è stimato nell’ordine di 260 miliardi di euro l’anno. Il contrasto ai traffici illegali di specie selvatiche e il controllo di legalità delle filiere produttive e dei commerci che impiegano tali specie sono gli obiettivi principali che il Corpo forestale dello Stato si pone quale Autorità preposta al controllo del commercio in attuazione della CITES e dei regolamenti europei di attuazione. Nel 2011 sono stati effettuati 59.665 accertamenti, di cui 58.091 verifiche in ambito doganale e 1.574 controlli sul territorio nazionale. Sono stati inoltre posti sotto sequestro 1.233 animali vivi, tra cui grandi felini, scimmie, pappagalli, rapaci rari, pitoni, testuggini e coralli.
il museo del crimine ambientale

IL MUSEO

Lo spazio museale avrà un forte impatto emotivo sui visitatori, l’allestimento sarà curato da professionisti, artigiani, tecnici specializzati, insieme ad esperti del settore del cinema. I sistemi di videoproiezione, luci e audio saranno configurati mediante impianti e componenti professionali a tecnologia avanzata.

Il museo sarà aperto alle scolaresche che potranno fruire di uno specifico percorso didattico dedicato agli animali in via d’estinzione e alla tematica del commercio illegale di fauna e flora.
Un’altra sezione del Museo sarà dedicata ai reati in danno agli animali e al bracconaggio. Prevista anche la realizzazione di una emeroteca e una videoteca, che raccoglieranno contributi specialistici.

Il Museo sarà aperto ad incontri e dibattiti legati alla legalità ambientale.

LA CONVENZIONE DI WASHINGTON

Dopo la droga e le armi, il commercio illegale di fauna e flora è il secondo mercato clandestino al mondo per fatturato e numero di persone coinvolte, con un giro di denaro dell’ordine di miliardi di dollari.

È stato calcolato che a causa dell’uomo ogni anno 100 specie di animali si estinguono: milioni di esemplari vivi vengono continuamente prelevati dall’ambiente naturale per essere destinati al mercato degli animali da compagnia o a quello delle piante ornamentali, oltre all’enorme commercio di pellame, pellicce, legno e manufatti lavorati.

Per far fronte a ciò, la comunità internazionale ha istituito la Convenzione di Washington, conosciuta come CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) che regolamenta il commercio di migliaia di specie viventi, favorendo un uso sostenibile delle risorse naturali. La CITES, che fa parte delle attività del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) rappresenta, ad oggi, la più importante convenzione per la tutela delle specie viventi, nonostante pochi ne conoscano l’esistenza.

L’inconsapevolezza, l’ignoranza e la connivenza favoriscono il commercio illegale, condotto da immense e capillari organizzazioni criminali, ma anche i turisti diventano complici inconsapevoli del traffico di animali e piante, tentati dal tornare da un viaggio con un souvenir in carne e ossa strappato al suo ambiente naturale, o “salvato” dalle mani di qualche commerciante nei poveri mercati locali. Nella maggior parte dei casi non si ha la minima percezione di contravvenire alle norme vigenti, che prevedono anche sanzioni penali.

Per effetto del Decreto Legge del 13 marzo 2021 il parco è chiuso.