La cicogna neraLa cicogna nera nel Lazio
Il Bioparco di Roma e il Parco Naturale Regionale di Bracciano collaborano al progetto di conservazione La Cicogna nera nel Lazio, finalizzato al rilascio nelle vicinanze dei Monti della Tolfa, colline non molto alte a breve distanza da Roma, di una coppia di cicogne nere affidate al Bioparco nel 2006 in seguito a un sequestro. Al rilascio, le due cicogne saranno munite di radio satellitari per consentire il monitoraggio dei loro spostamenti, nella speranza di seguirle anche nella migrazione in Africa. La Cicogna nera (Ciconia nigra) è un’acquisizione relativamente recente dell’avifauna nidificante in Italia; i primi animali sono stati avvistati nel 1994 e attualmente, la popolazione nidificante nel nostro Paese è stimata in circa 10-12 coppie. L’area circostante il lago di Bracciano e i Monti della Tolfa è posta proprio lungo la rotta migratoria tirrenica di questa specie, tanto che l’osservazione di individui in volo è relativamente frequente. Nel 2002 una coppia ha costruito un nido che ha abbandonato senza aver mai deposto e, dal 2003 a oggi, un solo individuo - per altro, sempre lo stesso - vi soggiorna regolarmente. In questa zona, quindi, la specie non è mai riuscita a portare a termine il ciclo riproduttivo né tantomeno a formare un nucleo nidificante. I due individui ospitati nella grande voliera a cupola del Bioparco depongono le uova ogni anno, ma purtroppo senza successo, probabilmente a causa dell’eccessivo disturbo arrecato dalla presenza di altre specie di uccelli. Il Bioparco, nella figura del suo direttore scientifico nonché ornitologo, Fulvio Fraticelli, ritiene che il rilascio delle due cicogne nere in aree vicine ai Monti della Tolfa, colli frequentati ogni anno da uno stesso individuo della specie, possa essere di stimolo alla nidificazione. La presenza di questo individuo potrebbe, infatti, favorirne la permanenza.
Oltre al Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato, il progetto vede la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dell’Università della Tuscia, del Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO) e della Stazione Romana per l’Osservazione e la Protezione degli Uccelli (SROPU).
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