Il Bioparco collabora con l’Associazione Europea per lo Studio e la Conservazione dei Lemuri (AEECL), costituita da un gruppo di esperti provenienti dai giardini zoologici europei e dalle università europee, che hanno unito le forze per realizzare progetti di conservazione e di ricerca finalizzati a proteggere i primati del Madagascar in pericolo di estinzione.
Il Bioparco, ospita tre diverse specie di lemure (lemure catta Lemur catta, lemure nero Eulemur macaco e Varecia Varecia ruber) ed è per questo che ritiene importante non solo supportare progetti di conservazione in natura ma anche sensibilizzare i propri visitatori sulle cause che ne stanno lentamente determinando la scomparsa.
L’AEECL, è un’organizzazione non governativa fondata dai giardini zoologici di Mulhouse, Colonia e Saarbrücken e dall’Università di Strasburgo. La sede è a Mulhouse, in Francia, ma sono ormai molte le istituzioni provenienti da tutta l’Europa divenute membri attivi.
Dalla fine degli anni ’80, l’AEECL ha avviato e finanziato una serie di progetti di ricerca principalmente sulla genetica, la tassonomia e la distribuzione geografica di numerose specie del gruppo. È stato fatto molto nel corso degli anni, ma molte sono ancora le lacune che restano nella conoscenza di queste specie e che i membri del sodalizio dovranno – e vogliono – colmare.
Sono stati eseguiti censimenti e studi approfonditi di ogni genere, dall’impatto subìto dai lemuri a causa della degradazione dell’ambiente e della frammentazione degli habitat determinata dall’uomo, all’ecologia e il comportamento delle specie. Sono state individuate le aree che richiedono una maggiore azione di conservazione e conseguentemente attuate misure efficaci.
L’associazione conduce anche ricerche sui lemuri ospitati nei giardini zoologici che appartengono all’AEECL, finalizzate all’ottimizzazione del benessere degli animali e al successo riproduttivo delle specie di lemuri in cattività.
I lemuri, di cui il Bioparco ospita diverse specie, sono i primati più minacciati nel mondo, oltre il 90% delle specie che vivono sull’isola rischiano l’estinzione a causa del disboscamento e della caccia a scopo alimentare (bushmeat). L’instabilità politica del Paese lascia, infatti, mano libera al commercio illegale del legname e alla predazione indiscriminata di queste specie da parte dell’uomo.

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