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aree


Nel corso dei lavori


Carlo Hagenbeck illustra al Sindaco Nathan l'organizzazione del Giardino


Il reparto dei Pachidermi


S. M. il Re visita i lavori


L'edificio del ristorante


La carovana degli animali giunge al Giardino Zoologico


Le autorità all'inaugurazione del Giardino


Il Principe Francesco Chigi, Presidente della Società per il Giardino Zoologico


L'arrivo degli animali al villaggio delle scimmie


La vernice per i giornalisti


Il Presidente, il Direttore e il personale di custodia


I primi ospiti



I primi ospiti


La sede della Direzione




COME E' SORTO IL GIARDINO ZOOLOGICO DI ROMA

Dal serraglio del Giardino del Lago al Giardino Zoologico

Fra le opere comprese nel Piano Regolatore di Roma v'era la istituzione di una grande passeggiata pubblica, che, oltre il Pincio e la già Villa Borghese, avrebbe dovuto comprendere vasti terreni sulla Flaminia, verso i Parioli. Nel progetto relativo era prevista la costruzione di un ippodromo, nonché la costruzione di attrattive diverse, che potessero riuscire convegni graditi alla cittadinanza ed insieme importanti elementi di educazione e di cultura. L'idea non ebbe attuazione: ma intanto nella Villa Umberto I, e precisamente nel Giardino del Lago, si formava un piccolo serraglio costituito da poche gabbie contenenti animali esotici, che, per quanto si trattasse di cosa più che modesta, era tuttavia oggetto di viva curiosità da parte del pubblico. Questa embrionale raccolta zoologica aumentava gradatamente per frequenti offerte di animali, tanto da richiamare l'attenzione del Comune sulla possibilità o meno di contenerla ulteriormente oltre la breve cerchia del Giardino del Lago.
Pertanto la Giunta, nella seduta del 7 dicembre 1907, occupandosi della questione, si dichiarava disposta a creare in località adatta della Villa Umberto I un Giardino Zoologico, a condizioni però che non si venisse con ciò a turbare in alcun modo il classico tradizionale carattere della Villa.


La proposta di una Società Anonima per la costruzione ed esercizio del Giardino
In questo stato di cose i sigg. cav. Riccardo Villanis e avv. Ettore Ferrini, dopo essersi assi curata la cooperazione tecnica della ditta CarI Hagenbeck di Amburgo, assai nota per il suo Giardino Zoologico di Stellingen, il 22 febbraio 1908 proponevano al Comune la istituzione in Roma, mediante costituzione di apposita Società Anonima di un grande, completo Giardino Zoologico, chiedendo a tale effetto la concessione di quella zona di Villa Umberto I che si svolgeva a sinistra del nuovo viale che conduceva ai Parioli, denominata "La Campagna" e che, sprovvista quasi totalmente di alberi, priva di qualunque opera d'arte e di qualsiasi edificio, era stata sempre adibita a scopo esclusivamente agricolo.
In seguito a trattative, il 9 luglio 1908 fra il Comune di Roma e i Sigg. Villanis e Ferrini si addiveniva ad un compromesso, per il quale il Comune, dopo che fosse stata regolarmente costituita una Società Anonima per azioni, col capitale non inferiore ad un milione di lire, avrebbe ceduto gratuitamente, per la durata di 45 anni, all'unico scopo di istituirvi e mantenervi un grande Giardino Zoologico la zona di terreno sopra indicata, della superficie di circa 11 ettari.
Il compromesso prevedeva che il Giardino Zoologico dovesse essere degno della città, sia per grandiosità di impianti, sia per razionalità di ordinamento, sia per la molteplicità, varietà e rarità degli animali che vi sarebbero accolti, determinando, peraltro, che trattandosi nella specie di una concessione a termine restava escluso che Ia Società concessionaria potesse acquistare qualsiasi più remoto diritto reale sopra la zona concessa.
Da sua parte il Comune impegnavasi a corrispondere un contributo annuale di lire 20.000, col patto espresso che dopo venti anni di esercizio avrebbe avuta facoltà di riscattare il Giardino Zoologico e di acquistare il libero possesso e la libera disponibilità di tutte le costruzioni, opere e piantagioni, mediante una indennità gradualmente decrescente in ragione del tempo trascorso. Ove poi la concessIone fosse mantenuta per tutta la durata dei 45 anni il Comune, alla scadenza, avrebbe avuto il libero possesso di tutte le costruzioni, opere, piantagioni ecc., con diritto di acquistare gli animali tutti al prezzo che sarebbe stato determinato da un Collegio arbitrale. In casi ,di inadempienza da parte della Società alle disposizioni contrattuali, le costruzioni, le opere, le piantagioni sarebbero rimaste senz'altro a disposizione del Comune.


Il progetto Hagenbeck
I promotori promettevano di creare un Giardino Zoologico che non solo avrebbe "lasciato indietro di gran lunga i giardini zoologici di Parigi, Berlino ecc. costruiti con i vecchi sisterni, ma avrebbe superato anche, a giudizio dello stesso Carlo Hagenbeck, perfino quello di Amburgo per le meravigliose condizioni di clima che permettono sia una migliore acclimatazione degli animali, sia un completo adattamento e sviLuppo della lussureggiante flora. Je vous ai promis - scriveva Carlo Hagenbeck - de faire un Jardin, qui sera plus intéressant encore que mon Jardin à Stellingen, parce que, à cause du climat excellent Je peux le faire plus beau en réunissant la zoologie et la botanique, ce qui m'est impossible ici dans le Nord. Je pense arranger le Jardin Zoologique à Rome d'une manière qu'il représentera un lnstitut qui pourra concourir dans tous les rapports avec n'importe quel lnstitut de ce genre...".
Questa prospettiva destava un interessamento vivissimo nella cittadinanza e dava argomento ai tecnici di discussioni quanto mai lusinghiere. Né sembrava allora che l'iniziativa si dovesse limitare alla costituzione di una collezione zoologica; si vagheggiava altresì la creazione di un ridente Giardino botanico, nel quale gli animali si potessero trovare, in quanto possibile, nel loro naturale ambiente, visto che il nostro clima si presta allo sviluppo della flora di qualsiasi regione. In tal modo si chiedeva che il nuovo Giardino dovesse riuscire un Museo non solo della fauna vivente, ma altresì della più caratterstica flora delle diverse regioni del mondo.
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La concessione dell'area da parte del Comune e la costituzione della Società Anonima
Con questa luminosa prospettiva il Consiglio Comunale approvava il compromesso sopra indicato, nella seduta del 10 e 22 luglio 1908, coll'obbligo per i promotori di costituire regolarmente la Società entro il termine improrogabile di 10 mesi; e all'uopo si formava un Comitato esecutivo per la costituzione della Società stessa, a capo del quale era l'On.le Barone Giorgio Sonnino, Senatore del Regno. Ne facevano parte, oltre il Cav. Villanis e l'Avv. Ferrini e il Sig. Carlo Hagenbeck, i Sigg. Comm. Dott. Paolo De Vecchi, Conte On. Guido Gabrielli Falconieri di Carpegna, Comm. Prof. Guido Cora, Avv. Samuele Ottolenghi, Conte Giuseppe Franchi Verney, Comm. Prof. Antonio Carruccio, Direttore del R. Istituto Universitario di zoologia, Cav. Uff. Prof. Giuseppe Cuboni, Direttore della Stazione di Patologia Vegetale, Comm. Giorgio Wurts, P. Pietro Paolo Mackey, Marchese Prof. Giuseppe Lepri, On. Antonio Cefaly, Marchese lng. Carlo Centurione, Principe Don Francesco Chigi.
Mentre l'Hagenbeck procedeva alla compilazione del progetto tecnico, il Comitato promotore dava opera attiva per valorizzare l'iniziativa e favorire la sottoscrizione delle azioni. A tale effetto indiceva una pubblica adunanza al Collegio Romano, perché Carlo Hagenbeck potesse esporre il proprio progetto. Nell'occasione l'On. Cermenati, valente cultore delle scienze naturali, con una improvvisazione quanto mai brillante, illustrava nei suoi vari aspetti il nobile scopo "Se Noè, - concludeva - come racconta la Bibbia, riuscì ad adunare tutti i rappresentanti degli animali nella sua arca che ,divenne per ciò un completo Giardino Zoologico galleggiante, nel Giardino Zoologico sistema di Hagenbeck, che sarà il non plus ultra del genere, avremo non soltanto la riproduzione del vascello biblico, ma addirittura la risurrezione nel secolo ventesimo del remotissimo, leggendario paradiso terrestre".
La propaganda dava i risultati sperati.
La Società Anonima era costituita sui primi del 1909 e, in data 18 marzo, se ne partecipava la costituzione al Comune. Il Consiglio di Amministrazione composto del Barone Sonnino, Presidente, e dei Sigg. Marchese Carlo Centurione, Avv. Carlo Castellani, Cav. Riccardo Villanis, Cav. Antonio Boggio, principe Francesco Chigi, Segretario, il 16 aprile successivo, autorizzava il Presidente alla stipulazione del contratto col Comune col quale la Società faceva proprio il compromesso stipulato dai promotori alle condizioni predisposte, che venivano redatte in atto pubblico l'8 maggio 1909.
Dopo ciò si iniziarono senz'altro i lavori di costruzione del Giardino, in base al progetto Hagenbeck che rispondeva per verità alle promesse fatte come apparisce chiaramente dall'acclusa pianta. Per la costruzione delle caratteristiche rupi I'Hagenbeck si valeva dell'opera dell' lng .Eggenschwiller, specialista in materia; per quella dell'ingresso del Giardino, dell'lng. Barluzzi, cui si deve il bellissimo artistico disegno.
Alla fine di ottobre del 1910 i lavori erano compiuti. Le spese d'impianto erano ammontare a lire 1.477.147,90.


L'organismo del Giardino
Il Giardino Zoologico non si estendeva allora su tutto lo spazio concesso dal Comune. La zona di Valle Giulia e il piano del colle dove sono tuttora alberi di gelsi, dal cascinale alle uccelliere, era riservato alle cosiddette Attrattive che peraltro non ebbero mai attuazione. Il gran viale centrale, detto dei pappagalli, perché dovevano figurarvi quà e là animali di questa specie, non sboccava come ora al piazzale di ingresso, ma si arrestava all'allineamento del Grande Viale della Villa detto delle Uccelliere, e aveva comunicazione coll'ingresso del Giardino per piccoli viali serpeggianti fra le case delle scimmie. Sul viale dei pappagalli si aveva a destra la casa della giraffa e il reparto delle antilopi, a sinistra la casa delle scimmie e il recinto dei cervi e dietro questi il cascinale dei bisonti e dei bufali: nel fondo, a confine di Via Aldrovandi, sorgevano le uccelliere e le grandi gabbie dei rapaci.
Di fronte al piazzale d'ingresso aprivasi il reparto degli struzzi, dei nandù e dei casuari: poi, girando sulla destra, trovavasi la Casa dei pachidermi e dei tapiri presso la quale elevavasi alta e scoscesa una rupe artificiale, riproducente la punte del monte Cervino, destinata agli stambecchi, ai camosci, alle capre selvatiche. Avanzando ancora, si incontrava la caverna rocciosa degli orsi bruni e appariva la splendida vista del lago, dominato sulla destra dal grande edificio del Ristorante, che occupava l'altura. Oltre questo, superato il recinto dei canguri, e lasciate a destra la caverna dei rettili e delle testuggini e più giù le gabbie dei lupi e degli sciacalli, si giungeva ad un altro piazzale, fronteggiato dalla roccia degli orsi bianchi, la quale aveva in basso, con un salto a picco, il bacino delle foche, creando un artistico panorama polare. Prendendo la via del ritorno, dopo i reparti delle renne e delle zebre apparivano le vaste rupi dei grandi felini con iene, tigri, e leoni di fronte alle quali svolgevasi il "Paradiso" così chiamato a ricordo del biblico Giardino, riservato ad una numerosa famiglia di erbivori di ogni specie. L'organizzazione del Giardino - per quanto incompleta - rispondeva pertanto fin dall'inizio al programma dei promotori, e a questa nobile iniziativa prendeva vivissima parte S. M. il Re, che, per ben due volte, recavasi ad osservare l'esecuzione dei lavori.

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L'arrivo degli animali
Il 2 novembre, dopo otto giorni di viaggio, giungeva da Amburgo il treno che conduceva gli animali destinati a popolare i diversi reparti; e la cittadinanza assisteva con vivo interessamento allo strano corteo, che nelle ore notturne, dalla stazione ferroviaria trasportava gli animali alla Villa Umberto. Passarono a volta a volta avanti agli occhi stupiti del pubblico, quasi si sfogliasse un album zoologico, giraffe, struzzi, leoni, bisonti, tigri, bufali, leopardi, zebre, una infinita varietà di scimmie e poi foche, ippopotami, elefanti, serpenti, oltre a grande varietà di uccelli. L'impressione fu enorme.
Intanto, avendo il Barone Sonnino rassegnate le dimissioni, veniva sostituito nell'ufficio di Presidente del Consiglio di Amministrazione dal Principe Francesco Chigi, ed in sostituzione del Cav. Villanis entrava a far parte del Consiglio il Cav. Martinori. Alla Direzione tecnica era chiamato il Dr .Knottnerus-Meyer.


L'inaugurazione del Giardino
Alla cerimonia dell'inaugurazione - preceduta da una vernice per i giornalisti - intervenivano numerosi invitati e fra le diverse Autorità S. E. Vicini in rappresentanza del Governo, S. E. Luciani sottosegretario alla Agricoltura, il Sindaco Nathan e il Prefetto Anarratone.
Il Principe Chigi, portando il saluto suo e dei colleghi del Consiglio alle Autorità intervenute, pronunziava un breve discorso per illustrare specialmente lo scopo educativo della istituzione. "Roma - diceva - che in una nuova era di civiltà e di progresso affascina il mondo con i ricordi della sua antica grandezza e col suo morale immutato prestigio, oggi raccoglie le belve non per eccitar violenti e crudeli sentimenti nel suo popolo, ma per curarne la nobile cultura, per fargli conoscere da vicino una delle più belle manifestazioni della natura, qual'è la grande e meravigliosa variata serie delle forme animali" A lui si associavano S. E. Luciani, che vivamente compiacevasi dell'opera di civiltà, di educazione e di decoro compiuta dalla Società, ed infine il Sindaco Nathan, il quale, polemizzando con quei poeti ed artisti che avevano protestato contro l'istituzione del Giardino Zoologico nella Villa Umberto I, considerandola opera vandalica, perché deturpava un romantico ritrovo, si domandava se, di fronte all'artistica bellezza dell'opera eseguita, il vandalismo esercitato non avesse costituito cosa degna di Roma!
Dopo che le Autorità ebbero visitato tutti i reparti, interessandosi vivamente di ogni dettaglio, il pubblico, che malgrado il cattivo tempo si affollava all'ingresso, era ammesso al Giardino. Il successo fu completo e gli apprezzamenti della cittadinanza entusiastici, tanto che nel sabato di Pasqua si contavano 9.000 visitatori. L'affluenza nei primi tempi fu veramente notevole.

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L'intervento del Comune per rilevare l'Azienda
Le benemerenze acquistate dai promotori col dar vita a così nobile istituzione, i sacrifici da essi compiuti per assicurarne l'avvenire, meritano di essere segnalati, e a buon diritto apprezzati, oggi che il Giardino Zoologico ha potuto raggiungere pienamente lo scopo che essi si proponevano. Senza il loro entusiasmo e la loro abnegazione forse Roma non avrebbe una istituzione, che, nei rapporti culturali e di pubblico decoro, è veramente degna della rinnovata grandezza dell'Urbe.
Purtroppo il sopravvenuto stato di guerra, privando ogni giorno più l'Azienda delle necessarie risorse economiche, creava all'Azienda stessa condizioni quanto mai difficili: e forse Roma avrebbe assistito alla graduale distruzione delle collezioni zoologiche, faticosamente raccolte o alla loro dispersione, se l'Amministrazione Municipale, presieduta dal Sindaco Principe Prospero Colonna, non avesse sentito il dovere di intervenire per dare all'istituzione nuova e sicura vita.
Con la coscienza di questo dovere l'Amministrazione Municipale ritenne che non fosse il caso di limitare il suo intervento soltanto al recupero della disponibilità dell'area e dei manufatti, ma di avvalersi della facoltà di acquisto delle collezioni degli animali, dei mo- bili, delle scorte ecc. per rilevare in pieno l'Azienda. Trattative condotte in tale senso con vivo interessamento e persistente tenacia del reggente la direzione dei Giardino, Cav. Amadori, ebbero infatti l'esito che si sperava e che la cittadinanza concordemente auspicava.
Così la Giunta Municipale, con decisione 10 novembre 1917, assunti i poteri del Consiglio, autorizzava la conclusione del contratto di acquisto delle collezioni zoologiche, riservando al Consiglio di pronunziarsi sulla forma con la quale l'Azienda avrebbe dovuta essere gestita dal Comune. Questo provvedimento era ratificato dal Consiglio Comunale il 14 dicembre 1917, e, per effetto di esso, a partire dal 20 novembre 191 7, il Comune di Roma assumeva la gestione diretta del Giardino.


Le collezioni zoologiche
Naturalmente bisognava procedere ad una opera di ricostituzione, specialmente per quanto riguardava le collezioni zoologiche. Per verità il Giardino nel suo primo impianto aveva una fauna notevole.
Al 1° gennaio 1914 infatti le collezioni segnavano la seguente consistenza:

                                       Esemplari              Specie
Mammiferi (Mammalia)      282                       104
Uccelli (Aves)                    682                       181
Rettili (Reptilia)                    56                         35
Anfilbi (Amphibia)                  9                           6
Totale                               1029                      326


Questo patrimonio passava purtroppo in possesso del Comune fatalmente assottigliato per le perdite subite senza risarcimenti; né in condizioni migliori erano ridotte le diverse costruzioni a causa della deficiente manutenzione.
Comunque si deve riconoscere che la struttura del Giardino era tuttora efficiente: mentre per lo sviluppo della flora, aveva raggiunto un migliore organismo scenografico.
C'era quindi quanto bastava perché il Giardino, affidato alle cure dell'Amministrazione Municipale, potesse assurgere a uno stato di vera floridezza.
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