III.
L'AMPLIAMENTO DEL GIARDINO E LA SUA DEFINITIVA SISTEMAZIONE
Coll'assunzione del Conte Gr. Uff. Dott. Guido
Suardi a Commissario dell'Azienda si apre il terzo periodo di vita
del Giardino, che doveva segnare per questo istituto la sua definitiva
organizzazione scientifica, tecnica, estetica. A lui, erano demandati,
a forma di legge, ampi poteri, mentre la Commissione Amministratrice
era trasformata in una Commissione Consultiva. A far parte di quest'ultima
S. ,E. il Governatore Principe Boncompagni Ludovisi, chiamava: i
Sigg. Gr . Uff. Prof. Dott. Giulio Alessandrini, Gr. Uff. Dott.
Umberto Giglio, Cav. Uff. Rag. Manlio Pompei, Cav. Rag. Ugo Quattrini.
L'intensificazione del carattere culturale dell'Azienda
Preoccupazione precipua della nuova Amministrazione fu quella di
intensificare con ogni mezzo possibile l'indirizzo culturale dell'Azienda,
per fare deI Giardino di Roma un centro di educazione scientifica.
Se invero compito degli Amministratori è quello di rendere
il Giardino Zoologico un ambiente ogni giorno più caro alla
cittadinanza, per il suo organismo estetico e per l'interessamento
che suscita il complesso delle collezioni zoologiche, elemento di
attrattiva per forestieri e di decoro per la città, compIto
non meno precipuo deve essere quello di farne una istituzione che
risponda altresì ad un interesse scientifico, non soltanto
locale, ma nazionale. Il Giardino Zoologico trovò la sua
origine all'estero in iscopi prevalentemente scientifici e questa
finalità non può essere trascurata da noi, oggi che
in ogni campo della scienza si realizzano superbe conquiste. Per
questo il programma della nuova Amministrazione, sull'indirizzo
impresso dal Commissario, varcava i primitivi confini per guardare
ad un orizzonte più vasto.
Purtroppo Roma era priva di un vero e proprio Museo Civico di Zoologia
che rispondesse alle esigenze della scienza moderna: né questa
deficienza era più tollerabile, dopo che il Governo fascista
vuole che Roma. sia la mente ed il cuore dell'Italia nuova, aperta
ad ogni generosa passione, ad ogni nobile idealità, ad ogni
progresso morale e materiale. Si imponeva quindi il dovere di dare
a Roma quello che non aveva potuto avere, e forse non poteva avere,
nelle collezioni del Giardino, creando a fianco di questo un Museo
Zoologico, che ne fosse il necessario completamento.
Per quanto cosa ardua apparisse la realizzazione di questo programma,
il Commissario non esitava di farlo proprio, confortato dagli incoraggIamenti
avuti, e in ciò pienamente assecondato dalla Direzione dell'Azienda
e dai Colleghi della Commissione Consultiva.
Su due basi sostanziali si cercò il conseguimento di questo
scopo:
1° sull'ampliamento del Giardino, perché nei nuovi reparti
si potessero raccogliere quei gruppi di animali e quelle diverse
specie che non avrebbero potuto trovare una conveniente sistemazione
entro la cerchie del primo impianto sociale.
2° sul rilevamento del Museo di Zoologia della R. Università
di Roma, per dare al medesimo una sede nel Giardino capace di poterne
valorizzare ed ampliare le collezioni, in relazione alle esigenze
della moderna cultura scientifica.
Oggi queste due finalità sono state raggiunte;
sono state raggiunte sopratutto per la volontà di S. E. il
Capo del Governo, che traducendo nei fatti il suo fermo proposito
di rendere anche il Giardino Zoologico degno della rinnovata grandezza
dell'Urbe, autorizzava l'erogazione dei mezzi finanziari necessari
al conseguimento di tale intento, e per l'interessamento di S. E.
il Governatore Boncompagni, che, interprete dello spirito del Duce,
ne rese rapidamente possibile la pratica realizzazione.
Il Museo Civico di Zoologia
È nostro dovere riconoscere che il trasferimento nel Giardino
del Museo Zoologico della R. Università non si sarebbe conseguito
se da parte delle Autorità Universitarie e del Ministero
dell'Educazione Nazionale non si fossero apprezzate, come meritano,
le nobili finalità della nostra proposta. Già le pratiche
fatte a tale intento in passato non avevano avuto esito favorevole,
non volendo privarsi la facoltà di Zoologia del proprio Museo;
ma le nostre insistenze finirono per convincere che la sistemazione
del Museo nella sede da noi offerta rispondeva, per la moderna organizzazione
che avrebbe avuta, non solo all'interesse della scienza, ma altresì
a quello della città.
Così si poteva concludere una convenzione
con la R. Università, per la quale il Museo era dato in uso
al Governatorato e per esso alla nostra Azienda. Sorgeva allora
nel 1932 un primo nucleo del Museo, che, per quanto modesto, ci
procurava il compiacimento di S. M, il Re e di S. E. il Capo del
Governo e delle Autorità intervenute all'inaugurazione; ed
era subito oggetto d'interessamento da parte degli studiosi e deI
pubblico.
Ma evidentemente questa iniziativa non poteva arrestarsi ad una
insufficiente raccolta, anche per gli impegni assunti verso la R.
Università; ritenemmo perciò nostro dovere di insistere
presso il Governatorato per un ampliamento dei locali, perché
vi si potesse sistemare completamente la cospicua quantità
di materiale zoologico da noi rilevato, che non aveva potuto trovare
nel primo momento una organica sistemazione. La nostra richiesta
era favorevolmente accolta da S. E. il Governatore, pienamente compreso
della civica importanza della iniziativa.
Il palazzo del Museo, elevato nelle sue ali, arricchito di un altro
braccio e rinnovato nel suo aspetto estetico permette oramai, nella
sua vasta mole, di dare alle collezioni scientifiche lo sviluppo
richiesto dalla loro natura, e di fare del Museo Civico di Zoologia
un istituto veramente degno di Roma.
indice
Il Museo Coloniale
Questa nuova istituzione è stata poi valorizzata da un'altra
iniziativa; dall'elevazione dell'adiacente Museo Coloniale, sorto
a cura del Ministero delle Colonie, sopra un'area del Giardino,
data in uso a tale intento; superba e patriottica istituzione, che
con le sue collezioni etnografiche ha un indiscutibile nesso col
Museo di Zoologia e col Giardino. Ne è derivata in tal modo
la costituzione di un centro di cultura della più alta importanza,
ed un provvido campo di studi scientifici aperto a tutti, di cui
Roma era privo.
La stazione di isolamento e i suoi laboratori
Né credemmo di arrestarci quì. Perché un Giardino
Zoologico possa rispondere alle sue finalità culturali fa
mestieri altresì che sia campo di studi e di indagini scientifiche.
Seguire i vari fenomeni fisiologici e patologici nei diversi animali,
rendersi conto delle cause di morte, per trarne norme nella cura
di casi consimili, è cosa indispensabile perché l'istituzione
risponda ad uno dei suoi scopi precipui. Per verità in passato
non erasi trascurato questo compito dal nostro dottore veterinario
e dal consulente tecnico, che anzi più volte erasi ritenuto
opportuno di ricorrere a tale intento anche alla preziosa, cortese
collaborazione dei laboratori della R. Università, specialmente
per le indagini parassitologiche e batteriologiche: ma evidentemente
insufficienti erano i mezzi di cui la nostra Azienda disponeva:
si mancava anzitutto di un reparto di isolamento per gli animali
malati e di un ambiente adatto per ricerche ed analisi. A queste
deficienze oggi si è riparato con la costruzione di una Stazione
che, fornita del relativo materiale scientifico, risponde pienamente
e questi scopi.
indice
La Biblioteca e il "Bollettino Zoologico"
A completamento di questo organismo scientifico ritenemmo cosa necessaria
procedere altresì alla costituzione di una Biblioteca zoologica,
per la quale già ottenemmo doni ed un generoso contributo
da parte di S. E. il Governatore. Deliberammo, inoltre, la pubblicazione
di un Bollettino bimestrale, secondo quanto si pratica già
da altre Aziende consimili, con lo scopo di farne una palestra di
studi specializzati, e di raccogliere in esso tutte quelle notizie
che si riferiscono al funzionamento non solo del nostro, ma dei
diversi Giardini all'Estero, onde rilevarne gli eventuali progressi
nei metodi e nell'organismo, e, nel tempo stesso, un mezzo di corrispondenza
e di scambi per realizzare così, anche nel campo pratico,
una parte sostanziale del nostro programma.
Il progetto di ampliamento del Giardino
Naturalmente il compito più grave per la Azienda era la definitiva
sistemazione del Giardino, in relazione alla nuova zona di ampliamento;
compito grave, non solo nei rapporti economici, ma altresì
nei rapporti zoologici, dovendo i nuovi reparti rispondere a tutte
le esigenze di ordine tecnico che la natura dei diversi animali
richiede. D'altra parte la costituzione della nuova zona di ampliamento
imponeva anche nella cerchia del primo impianto sostanziali spostamenti
e trasformazioni, perché le collezioni zoologiche potessero
avere nel loro complesso una razionale sistemazione. Così
il progetto di ampliamento investiva non soltanto la nuova zona,
ma altresì il vecchio Giardino, nel quale non si era ancora
esaurito il programma di riordinamento della precedente Amministrazione.
Questo piano di organica sistemazione fu oggetto di laboriosi studi.
E in questi studi il Commissario dell'Azienda ebbe la valida collaborazione
del Direttore dell' Azienda Comm. Lamberto Crudi, nonché
del Consulente tecnico Comm. Prof. Marchese Giuseppe Lepri, non
solo per quanto, riguardava la sistemazione, delle collezioni zoologiche,
ma altresì nei rapporti delle esigenze diverse che reclamava
il funzionamento dei singoli reparti. Ed anzi perché, nella
pratica applicazione, si potesse tenere conto di tutti i metodi
più progrediti, il Commissario disponeva che il Direttore
e il Consulente tecnico visitassero i più importanti Giardini
Zoologici di Europa, per rendersi conto, nei diversi dettagli, del
loro organismo tecnico. Nell'occasione parve utile associare ad
essi anche il Comm. Prof . Arch. RaffaeleDe Vico, incaricato dello
studio e della compilazione del progetto.
La sistemazione della zona di ampliamento e di riordinamento del
vecchio Giardino, ispirata nei rapporti estetici alle caratteristiche
tradizioni artistiche della Villa, conciliate, in quanto possibile,
con le nuove tendenze architettoniche, raccoglieva coll' approvazione
incondizionata delle Superiori Autorità il parere favorevole
di una speciale Commissione nominata da S. E. il Governatore, composta
del compianto On. Prof. Corrado Ricci, dell'Arch. Ing. Busiri Vici
e del Prof. Bacchiani, nonché quello degli organi tecnici
del Governatorato.
I lavori iniziati nel 1933, e, per Ia zona campestre, sulla fine
di detto anno, venivano condotti con febbrile attività nell'anno
decorso, e nei primi mesi dell'anno corrente, col fermo proposito
che tutto dovesse essere pronto per il giorno fissatoci per l'inaugurazione.
Né fu cosa di poco momento, data la vastità e l'importanza
delle varie opere e il complesso funzionamento tecnico dei diversi
reparti.
indice
Il riordinamento del primo impianto
Dicemmo come la sistemazione della nuova zona e il riordinamento
del primo impianto costituisse un tutto inscindibile. Pertanto,
mentre si iniziavano gli sterri nella zona di ampliamento, si provvedeva
altresì alle opere di trasformazione e di spostamento dei
vecchi reparti. Già, in previsione dell'approvazione dei
nuovi progetti, erasi proceduto alla costruzione di nuovi edifici:
fra questi, per urgenti inesorabili necessità, erasi rinnovato
il reparto dei grandi ruminanti, il cui cascinale era fatiscente
per i danni del tempo, curandone non solo l'organismo igienico ma
le caratteristiche estetiche, in conformità della propria
natura. Contemporaneamente addivenivasi alla definitiva sistemazione
della zona di Valle Giulia, aprendo alcune terrazze artificiali
fra il terreno scosceso, e la folta alberatura. Sorgevano qui alcune
costruzioni a guisa di rustiche capanne per dare ricovero ai cervidi,
mentre in seguito allo spostamento di questo reparto elevavansi
nel grande viale due originali stalle per le antilopi. Ma poiché
erano sopratutto intollerabili le vecchie case delle scimmie, dopo
aver sostanzialmente rinnovato in modo degno la casa delle scimmie
antropomorfe, si ricostruiva altresì il rustico edificio
delle scimmie minori, creando per esse una casa con reparti esterni
ed interni che pienamente risponde alle esigenze di quella bizzarra
famiglia.
A questi importanti lavori prendeva vivo interessamento S. M. il
Re, il quale in occasione della venuta in Roma di Sovrani o di Augusti
Personaggi non mancava di visitare con questi il Giardino, lieto
di poter rilevare la seducente ricchezza della fauna e della flora.
Le opere sopra indicate, pure esulando dal nuovo Piano di ampliamento,
rispondevano ad una necessità evidente: quella cioè
di rimuovere gli ultimi residui di costruzioni primitive, che non
erano più compatibili nel nuovo ambiente. Formavano così
quasi il preludio di quella più vasta azione che a noi era
imposta dalla completa attuazione del definitivo progetto di sistemazione
del Giardino.
Comunque già erano oggetto di speciale considerazione all'estero,
tantoché la Municipalità di Parigi, avendo deliberata
la costruzione del Giardino Zoologico di Vincennes, inviava a Roma
una Commissione per studiare l'organismo tecnico ed estetico del
nostro Giardino.
Intanto si addiveniva anzitutto alla ricostruzione della grande
roccia degli animali da montagna in località più adatta,
in sostituzione di quella crollata alcuni anni addietro, col concetto
di farne una caratteristica zona alpestre, con i suoi dirupi a picco,
fra i quali si erge l'abete. Questo reparto, nelle sue razionali
suddivisioni, potrà accogliere non soltanto gli stambecchi,
come nella roccia crollata, ma altresì quelle altre specie
di animali che, fra le vette più eccelse della montagna,
trovano il loro ambiente naturale.
Ad esso fanno riscontro un caratteristico cascinale per i tilopodi,
nel quale i dromedari, i cammelli, i lama, i guanachi hanno separati
reparti, nonché un nuovo bacino per la foca elefantina, che,
addossato alle rupi dell'antico bacino delle otarie ne completa
la superba scenografia. Annesse al medesimo le rocce dei pinguini
ci riportano con il pensiero ai candidi ghiacciai dell'Oceano Antartico
e arricchiscono il Giardino di :un reparto mai avuto finora.
Né furono trascurati i reparti delle antilopi e delle varie
specie di canidi, sostanzialmente rinnovati, mentre creavasi un
grazioso, speciale reparto per i gibboni, là dove sorgeva
già il primitivo Villaggio delle scimmie, nel quale, su isolotti
a giardino, cinti da corsi d'acqua, questi animali, lasciati in
libertà, si abbandonano alle loro graziose acrobazie.
Naturalmente le nuove costruzioni sulla zona di ampliamento consigliavano,
come si disse, la demolizione, lo spostamento e la trasformazione
di alcuni reparti della vecchia zona , per dare alle collezioni
zoologiche una più organica sistemazione. Così il
trasferimento dei reparti degli struzzi, dei nandù, degli
emù e dei casuari nella zona di ampliamento, ci permetteva
di estendere il reparto dei cervidi, con opportune suddivisioni
per le varie specie, arricchite di altri magnifici soggetti, mentre
il trasferimento delle uccelliere dava modo di assegnare altre gabbie
ai rapaci, con una sistematica suddivisione.
Con la costruzione dell'edificio della stazione sanitaria poi, si
creavano nella parte esterna gabbie per piccoli marsupiali e, con
la contemporanea rimozione delle fagianiere, altre gabbie per formichieri
sul piazzale delle foche.
La trasformazione di questa zona offriva altresì la opportunità
di una più conveniente sistemazione del recinto dei grandi
canguri, alla scopo di dare ai medesimi un ricovero e un ambiente
più vasto, richiesto dalle loro naturali esigenze.
Così per la costruzione dello speciale reparto del camellidi
mentre si riservava agli equidi tutta la vasta zona del Paradiso,
si dava una nuova sede ai tapiri, creando per essi un caratteristico
recinto, a fianco della Casa dei pachidermi, alla quale si apportavano
altresì notevoli trasformazioni ed ampliamenti nello spazio
riservato al pubblico, perché possa a miglior agio trattenersi
costà.
Né a questo si limitavano le trasformazioni compiute. Meritano
invero di essere ricordate la costruzione di una grande casa per
i macachi, gelada e mandrilli, di fronte alla nuova casa delle scimmie,
oltre un grazioso reparto per i lemuri, là dove già
sorgeva la pappagalliera, nonché la ricostruzione, con più
razionali criteri, del reparto dei grandi felini, a fianco del recinto
delle giraffe, che dà modo, con le sue suddivisioni, di raccogliere
colà, giaguari, puma, pantere ed altri soggetti.
Altro importante lavoro fu la costruzione di una grande gabbia tripartita
per gli orsi, in sostituzione della rozza gabbia dei baribal, la
cui demolizione ha aperto ai visitatori del Giardino uno splendido
quadro con la vista del lago, là dove la folta boscaglia,
con i propri riflessi, offre una scenografia veramente superba.
Notevole infine l'ampliamento dell'edificio della Direzione, per
dare agli Uffici una sistemazione migliore.
indice
La zona di ampliamento
Naturalmente complessa e laboriosa opera richiedeva la sistemazione
della zona di ampliamento, non solo per la grandiosità degli
edifici in essa compresi, ma altresì per una geniale distribuzione
del giardinaggio, che, costituendo già parte caratteristica
del primo impianto, doveva avere degno riscontro anche nella nuova
zona.
La costruzione delle diverse opere esigeva perciò assidui
e delicati studi nei dettagli e particolari cure nella loro esecuzione
da parte del Comm. Prof. Arch. Raffaele De Vico, autore del progetto
tecnico e direttore dei lavori. Complesso e quanto mai vasto era
il compito. Sopratutto gravi responsabilità implicava la
costruzione del sottopassaggio nel viale del Giardino Zoologico,
che sbocca all'ingresso dei Parioli, reso necessario per unire le
due zone del Giardino, senza recare disturbo o creare ostacoli alle
comunicazioni ed al traffico, su detto viale, e alterare di questo
la originaria struttura. Il ponte lungo m. 40 e largo m. 15, oltre
avere sotto di se un comodo adito per i pedoni, largo 7 m. accoglie
nei due fianchi, in luminosi ambienti di m. 8 x 15, alcune vasche
per pesci di acqua dolce, costituenti per il Giardino una nuova
attrattIva.
Uscendo dal sottopassaggio, si apre alla vista del visitatore un
grazioso piazzale, dal quale partono in trincea due strade, dalle
verdi spalliere, di cui quella a destra sale ai diversi reparti
soprastanti, mentre quella a sinistra conduce al Parco dei bambini,
a confine della via Mercadante.
Di fronte al sottopassaggio poi muove una scalea, fiancheggiata
da folte siepi di mirto, nell'alto della quale si svolgono a doppio
semicerchio due eleganti uccelliere, una per uccelli in gabbia,
l'altra per uccelli a tribù, colibrì e paradisee,
che, nel loro motivo architettonico, formano opera decorativa. Sull'asse
della scalea, dietro le uccelliere, sorge maestosa la grande voliera,
dalla enorme gabbia di metallo lucente, per animali di alto volo,
che elevasi imponente a forma poliedrica, su una circonferenza di
circa 30 m. e il cui
bacino, frastagliato da ridenti isolotti, ricchi di flora tropicale,
reca una nota di vivace colore, nello specchio lagunare.
Salendo la strada a destra e oltrepassando il nuovo ingresso, dai
caratteristici torrioni a spirale nella piazza del Giardino Zoologico,
si passa ad una serie di piccole costruzioni, che, con andamento
rotatorio, si sviluppano intorno all'edificio centrale del Rettilario.
Sono graziosi, fioriti, originali ricoveri, nei quali si trovano
raccolti a sezione i rosicanti, i piccoli felini, le mustelidi,
le viverre, gli orsi minori, i gallinacei, i pappagalli ed i colombi
ecc., una popolazione varia e brillante. Ma opera senza dubbio imponente
è la rotonda del rettilario, del diametro di circa 33 m.
la cui cupola mobile si eleva per 12 m. di altezza. Qui le diverse
specie di rettili trovano l'ambiente adatto alla loro natura, in
condizioni tali che il visitatore su un anello largo 4 m. può
comodamente osservarne i movimenti e il carattere ed ammirare nel
tempo stesso, nel bacino del vasto salone, di 16 m. di diametro,
gli alligatori e i coccodrilli che riposano a loro agio, nell'acqua
o sull'arena. Questo caratteristico edificio, dispone d'un completo
sistema di riscaldamento, graduabile in relazione alle naturali
esigenze degli animali, e, per la sua cupola mobile, può
offrire loro il godimento dei raggi solari nei mesi estivi. Tornando
al piazzale del sottopassaggio e muovendo per la strada a sinistra
si sale al Parco dei bambini, dopo aver lasciato su di un lato il
recinto dei grandi volatili, rimossi dal vecchio Giardino.
La creazione di questo parco risponde ad una esigenza oramai comune
in tutti i Giardini Zoologici, ed altresì ad una tradizione
locale, essendo in passato la zona in cui si svolge campo preferito
per riunioni di bimbi. In questo parco i bimbi avranno un ambiente
gaio di fiori e di verdura e piazzali di giuoco, nonché una
latteria-bar che riuscirà ritrovo e trattenimento gradito.
Qui presso a sinistra della Grande voliera sorge il palco della
musica, per i concerti domenicali che si tengono durante l'estate.
indice
Le collezioni zoologiche
Giunti a questo punto è il caso di gettare uno sguardo al
complesso delle nostre collezioni zoologiche, nel loro inquadramento
definitivo. Scorrendo a volo i vari reparti noi vediamo raggruppati
nella vecchia e nella nuova zona, una fauna quanto mai varia e numerosa,
nella quale tutte le classi, nei diversi ordini, sono rappresentate
da superbi soggetti. Nei recinti, sulle rocce, nelle gabbie dell'antico
impianto v'è una successione di quadri veramente interessanti.
Completo è, si può dire, il gruppo dei grandi felini,
con i leoni, le tigri, i giaguari, i puma, i leopardi, le pantere
delle varie specie, i ghepardi, le iene e, fra i minori, la lince,
il serval, il caracal, i gattopardi, oltre i licaoni, i lupi e altre
specie di caniformi. Ne meno attraente il gruppo degli orsi
dall'arctos marsicanus, al siriacus; dal meridionale
al tibetanus; dal baribal ai magnifici orsi polari, placidamente
immersi nel bacino sottostante alla loro rupe. Di fronte i bacini
dei pinnipedi accolgono le agili otarie, con il leone marino
(il superbo jubatus), nonché la foca elefantina, che
ben può dirsi raro esemplare per Giardini Zoologici e gli
originalissimi pinguini.
Gli elefanti indiani e africani ricordano i proboscidati,
come il rinoceronte e i tapiri americani ed indiani i perissodattili.
La famiglia degli equidi è rappresentata dalle zebre
di
Grewy, di Chapman, di Grant, dal cavallo di Przewalski, dagli asini
della Dancalia. Una bella coppia di giraffe afferma poi la magnificenza
di questa famiglia. Ricchissimo il gruppo degli artiodattili;
fra i tilopodi si notano i dromedari, i camelli, i lama,
il guanaco. Così la collezione dei ruminanti mostra
superbi esemplari di alce, di axis, di daini, di cervi, dal cer-
vo nobile a quello delle Molucche e di Aristotile; parimenti la
famiglia dei cavicorni - che brilla per il rarissimo bongo
- mostra una elegante, variatissima schiera di gazzelle, kudù
maggiore e minore, nilgau, antilope di acqua, antilope quadricorno,
antilopi alcine e dal ciuffo, l'hippotragus, oryx, damalischi, beisa,
gnu a coda bianca e striata, cervicapra; eppoi mufloni, caproni
dell'Imalaia, capre crinite, camosci e stambecchi; infine fra i
maggiori soggetti, i bisonti americani ed, europei, i gayal, ,gli
jak, i thar i bufali africani e delle paludi pontine.
Né minore interesse desta la famiglia dei marsupiali,
con i suoi diversi tipi, dal wombat al canguro rosso e cervino,
dal caratteristico gigantus, al raro diavolo orsino.
Scendendo poi ai reparti delle scimmie troviamo anche qui
una collezione veramente importante: le famiglie dei callitrici,
delle cappuccine, dei giibboni, dei cercopiteci sono rappresentate
dalle specie più caratteristiche. Notevoli fra le diverse
specie il mandrillo, il gelada, il mangabè, la pitecia
satanas, nonché il semnopeteco hulman, la scimmia
sacra degli indiani, come fra le antropomorfe un bel gruppo
di vivaci scimpanzé, e una gIovane coppia di orango.
Quanto mai seducente è poi la visione del lago dalle sponde
ricche di una brillante vegetazione erborea e floreale. Sullo specchio
d'acqua si muovono i cigni bianchi e neri, si aggirano i fenicotteri
ed i pellicani, fra una numerosa famiglia di ansriformes,
dalle specie più rare.
Così il reparto dei rapaci nelle alte voliere, raccoglie
un magnifico gruppo di aquile delle diverse specie, di condor e
di grifoni, di avvoltoi, di poiane, di falchi; né manca,
col serpentario, la rarissima arpia.
Passando nella nuova zona per il sottopassaggio, dove nelle vasche
che lo fiancheggiano si ammirano, come si disse, pesci di acqua
dolce, e, salendo nel viale ,di sinistra, ci incontriamo con un
gruppo di ratiti, struzzi, nandù, casuari ed emù,
e, proseguendo, alla vasta serie delle uccelliere, che costituiscono
una speciale caratteristica della nuova zona. Non è cosa
facile dare soltanto un cenno delle numerose specie in queste raccolte.
Qui le fagianiere specialmente ci mostrano tutte le diverse specie
di questi mirabili animali, non esclusi i tipi più rari,
fino all'Argo superbo; qui nella voliera dei pappagalli cinguettano
senza posa i tricolgrossi, i cacatua, i psittaci di ogni specie,
dal monaco al conuro, dal parrucchetto al corillo, alle are smaglianti;
qui le paradisee, sfoggiano la loro brillante livrea, i minuscoli
colibrì l'eleganza delle loro forme, e la vivacità
dei loro colori, confermando quanto Buffon diceva, che cioè
"le gemme ed i metalli più splendenti non sono paragonabili
a questi gioielli, che hanno il fascino del topazio, dello smeraldo,
del, rubino".
Ma come passare in rassegna la vasta serie dei passeracei,
dei pivieri, dei gallinacei, dei colombi tutti?
Si tratta di più centinaia di uccelli, di una rarità
mirabile ed infinita.
E che dire della scintillante voliera, nella quale le famiglie degli
ardeidi sfoggiano la loro bellezza nei diversi tipi, con
gli ibis e le eleganti damigelle, con gli aironi giganti e le brillanti
cicogne multicolori, con i pensosi marabù, mentre gli agili
gabbiani si incrociano nel loro alto volo?
Proseguendo ancora eccoci ai reparti dei piccoli felini,
delle mustelidi, delle viverre,
dei roditori e degli orsi minori. Anche qui ci incontriamo
in un complesso di soggetti di alto valore zoologico, fra i quali
figurano i fennek, gli eira, il grigione, la molfetta: nel reparto
delle mustelidi e delle viverre il tasso, la lontra,
il visone, la viverra civetta, il ghiottone. Numeroso poi, specialmente,
il gruppo dei roditori con i capibara, i mara, gli aguti,
i paca, l'ursone, gli istrici, i castori, le marmotte, il cinomis.
Così quanto mai interessante è la famiglia dei maldentati
con gli Armadilli maggiore e minore, il bradipo e il gran formichiere;
come pure quella dei piccoli orsi con il panda, gli orsi lavatore
e labiato. Ma sopra tutto importante è il rettilario,
nel cui bacino, come fu già accennato, giacciono placidamente
gli alligatori e i coccodrilli del Nilo, mentre nelle urne che cingono
l'anfiteatro i boa, i pitoni, i colubri, i varani si raggomitolano
nel loro assopimento.
Di fronte a questo complesso si può con ragione affermare
che oggi il Giardino Zoologico di Roma può degnamente gareggiare
con i più importanti Giardini d'Europa, anche nei rapporti
zoologici.
indice
I doni e le nascite
Naturalmente anche in quest'ultimo periodo ci pervennero in dono
interessanti soggetti da parte di S. M. il Re, di S. A. R. il Principe
di Piemonte, che più volte visitava il Giardino, insieme
a S. A. R. la Principessa, di S. E. il Capo del Governo, e, specialmente,
da parte dei Governatori delle nostre Colonie e le LL. EE. Corni,
Rava, Astuto, in seguito anche a speciali premure del Ministero
competente, sempre sollecito per lo sviluppo del Giardino. Ricordiamo
fra questi 13 orsi bianchi inviatici dal Municipio di Tripoli, mercè
l'interessamento di S. E. Badogiio, Governatore della Libia. Né
ci mancavano - cosa quanto mai gradita - notevoli doni dall'estero.
Segnaliamo una bella coppia di rari leopardi da parte di S. A. R.
il Principe dello Jemen, una superba coppia di giaguari rimessaci
da S. E. il Presidente del Venezuela, una coppia di magnifici alci,
donatici dal Signor Johnson di Stoccolma, due doni per noi veramente
preziosi, per il valore dei soggetti e per il fatto che le nostre
collezioni ne erano prive. E con i doni furono quanto mai numerose
le nascite, favorite dal nostro clima, che permette una facile acclimatazione
agli animali, anche se provenienti dalle più opposte regioni
del mondo.
L'esercizio dell'Azienda
Questa definitiva sistemazione del Giardino, che risponde alle direttive
impartiteci, si poteva realizzare, come si disse, per il fervido
interessamento dell'Amministrazione civica fascista, che sentì
il valore morale dell'istituzione. Né questo interessamento
ebbe periodi di discontinuità; che anzi tutti i Governatori
da S. E. On. Filippo Cremonesi a S. E. On. Principe Lodovico Spada
Potenziani a S. E. On. Principe Boncompagni Ludovisi, a S. E. On.
Giuseppe Bottai, animati di identico spirito, non lesinarono, a
tale scopo i necessari mezzi finanziari, sempre accogliendo con
generosa larghezza le richieste avanzate a tale riguardo. Così
il patrimonio (già notevole nel momento del riscatto degli
impianti sociali) dell'Azienda per gli apporti ricevuti dal 1924
ad oggi ammontanti alla complessiva, cospicua somma di L. 10.363,196,
costituisce oramai una entità economica di non lieve importanza.
D'altra parte i risultati della gestione nel decennio suddetto,
dimostrarono come questo interessamento fosse giustificato, emergendo
dai medesimi che l'Azienda è bastata a sé stessa.
Se invero nel periodo indicato si ebbero annate di depressione,
queste trovarono un compenso in annate quanto mai floride, che lasciavano
cospicui margini attivi.
Sta in fatto che nel decennio in parola si ebbero:
Spese e perdite per
L.
14.406.152,67
Rendite e profitti
L.
14.414.918,14
onde una differenza
attiva
di L. 8.765,47
Aggiungasi che l'Azienda pagava al Governatorato per interessi sugli
apporti la complessiva somma di L. 1.339.048,72.
Evidentemente la natura stessa dell'istituzione
se permette sicure previsioni nelle spese, non consente, al contrario,
una sicura previsione nelle entrate, per diversi elementi che sfuggono
alle iniziative degli amministratori. Comunque le risultanze del
passato ci lasciano bene sperare per l'avvenire.
Con questa fede noi salutiamo la ricorrenza del XXV anniversario
della fondazione del Giardino Zoologico, traendone l'auspicio per
nuove maggiori fortune.
S. E. il Capo del Governo parlando alla Consulta del Governatorato
affermava che "tutto quello che si attiene alla Capitale
ha un enorme importanza per lo Stato, in ispecie quando la Capitale
si chiama Roma".
Il Giardino Zoologico di Roma, sorto per iniziativa di benemeriti
cittadini, raccolto da l'Amministrazione Municipale quando sembrava
destinato a scomparire, ha raggiunto a pieno, in Regime Fascista
e con spirito fascista, il suo nobilissimo scopo.
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