> Copertina
> Roma e le belve
> Dal Vivarium al    Giardino    Zoologico
> Com'è sorto il    Giardino    Zoologico di    Roma
 > L'azienda     autonoma nel     periodo di     riordinamento
    (1925-1930)
> L'ampliamento del    Giardino
   e la sua definitiva    sistemazione
    >> Il Museo     Civico di     Zoologia
    >> Il Museo     Coloniale
    >> Il Progetto di     ampliamento
    >> La zona di     ampliamento
    >> Le collezioni     zoologiche
    >> I doni e le     nascite
>> Le Mappe




Conte Gr. Uff. Dott. Guido Suardi, Commissario di S. E. il Governatore all'Azienda


Il Museo Civico di Zoologia


La stazione di isolamento


Le prime collezioni del Museo di Zoologia


alcuni ospiti


aree


Le LL. MM. il Re e la Regina con S. M. il Re dell'Afganistan innanzi al bacino degli orsi bianchi.


I lavori di sterro nella zona di ampliamento e per l'apertura del sotto passaggio


La Commissione inviata a Roma dalla Municipalità di Parigi per studiare


Il nuovo reparto dei camellidi


alcuni ospiti


Un reparto delle antilopi


L'arcipelago dei gibboni


Il reparto dei canidi


alcuni ospiti


Nel corso dei lavori


Le uccelliere


La rupe degli animali da montagna


La grande voliera per animali di alto volo


Il culmine della voliera


alcuni ospiti


alcuni ospiti


Il reparto degli struzzi, nandù, emù, casuari


Il reparto dei piccoli mammiferi


Sottopassaggio e Acquario


L'artistica voliera degli uccelli mosca


La galleria degli uccelli in gabbia


Le LL. AA. RR. il Principe e la Principessa di Piemonte


Il rettilario


Il bacino degli alligatori


L'interno del rettilario con le urne dei rettili


alcuni ospiti


Il reparto dei rosicanti


Il reparto dei piccoli mammiferi


L'ingresso alla zona di ampliamento


III.
L'AMPLIAMENTO DEL GIARDINO E LA SUA DEFINITIVA SISTEMAZIONE

Coll'assunzione del Conte Gr. Uff. Dott. Guido Suardi a Commissario dell'Azienda si apre il terzo periodo di vita del Giardino, che doveva segnare per questo istituto la sua definitiva organizzazione scientifica, tecnica, estetica. A lui, erano demandati, a forma di legge, ampi poteri, mentre la Commissione Amministratrice era trasformata in una Commissione Consultiva. A far parte di quest'ultima S. ,E. il Governatore Principe Boncompagni Ludovisi, chiamava: i Sigg. Gr . Uff. Prof. Dott. Giulio Alessandrini, Gr. Uff. Dott. Umberto Giglio, Cav. Uff. Rag. Manlio Pompei, Cav. Rag. Ugo Quattrini.

L'intensificazione del carattere culturale dell'Azienda
Preoccupazione precipua della nuova Amministrazione fu quella di intensificare con ogni mezzo possibile l'indirizzo culturale dell'Azienda, per fare deI Giardino di Roma un centro di educazione scientifica. Se invero compito degli Amministratori è quello di rendere il Giardino Zoologico un ambiente ogni giorno più caro alla cittadinanza, per il suo organismo estetico e per l'interessamento che suscita il complesso delle collezioni zoologiche, elemento di attrattiva per forestieri e di decoro per la città, compIto non meno precipuo deve essere quello di farne una istituzione che risponda altresì ad un interesse scientifico, non soltanto locale, ma nazionale. Il Giardino Zoologico trovò la sua origine all'estero in iscopi prevalentemente scientifici e questa finalità non può essere trascurata da noi, oggi che in ogni campo della scienza si realizzano superbe conquiste. Per questo il programma della nuova Amministrazione, sull'indirizzo impresso dal Commissario, varcava i primitivi confini per guardare ad un orizzonte più vasto.
Purtroppo Roma era priva di un vero e proprio Museo Civico di Zoologia che rispondesse alle esigenze della scienza moderna: né questa deficienza era più tollerabile, dopo che il Governo fascista vuole che Roma. sia la mente ed il cuore dell'Italia nuova, aperta ad ogni generosa passione, ad ogni nobile idealità, ad ogni progresso morale e materiale. Si imponeva quindi il dovere di dare a Roma quello che non aveva potuto avere, e forse non poteva avere, nelle collezioni del Giardino, creando a fianco di questo un Museo Zoologico, che ne fosse il necessario completamento.
Per quanto cosa ardua apparisse la realizzazione di questo programma, il Commissario non esitava di farlo proprio, confortato dagli incoraggIamenti avuti, e in ciò pienamente assecondato dalla Direzione dell'Azienda e dai Colleghi della Commissione Consultiva.
Su due basi sostanziali si cercò il conseguimento di questo scopo:
1° sull'ampliamento del Giardino, perché nei nuovi reparti si potessero raccogliere quei gruppi di animali e quelle diverse specie che non avrebbero potuto trovare una conveniente sistemazione entro la cerchie del primo impianto sociale.
2° sul rilevamento del Museo di Zoologia della R. Università di Roma, per dare al medesimo una sede nel Giardino capace di poterne valorizzare ed ampliare le collezioni, in relazione alle esigenze della moderna cultura scientifica.

Oggi queste due finalità sono state raggiunte; sono state raggiunte sopratutto per la volontà di S. E. il Capo del Governo, che traducendo nei fatti il suo fermo proposito di rendere anche il Giardino Zoologico degno della rinnovata grandezza dell'Urbe, autorizzava l'erogazione dei mezzi finanziari necessari al conseguimento di tale intento, e per l'interessamento di S. E. il Governatore Boncompagni, che, interprete dello spirito del Duce, ne rese rapidamente possibile la pratica realizzazione.

Il Museo Civico di Zoologia
È nostro dovere riconoscere che il trasferimento nel Giardino del Museo Zoologico della R. Università non si sarebbe conseguito se da parte delle Autorità Universitarie e del Ministero dell'Educazione Nazionale non si fossero apprezzate, come meritano, le nobili finalità della nostra proposta. Già le pratiche fatte a tale intento in passato non avevano avuto esito favorevole, non volendo privarsi la facoltà di Zoologia del proprio Museo; ma le nostre insistenze finirono per convincere che la sistemazione del Museo nella sede da noi offerta rispondeva, per la moderna organizzazione che avrebbe avuta, non solo all'interesse della scienza, ma altresì a quello della città.

Così si poteva concludere una convenzione con la R. Università, per la quale il Museo era dato in uso al Governatorato e per esso alla nostra Azienda. Sorgeva allora nel 1932 un primo nucleo del Museo, che, per quanto modesto, ci procurava il compiacimento di S. M, il Re e di S. E. il Capo del Governo e delle Autorità intervenute all'inaugurazione; ed era subito oggetto d'interessamento da parte degli studiosi e deI pubblico.
Ma evidentemente questa iniziativa non poteva arrestarsi ad una insufficiente raccolta, anche per gli impegni assunti verso la R. Università; ritenemmo perciò nostro dovere di insistere presso il Governatorato per un ampliamento dei locali, perché vi si potesse sistemare completamente la cospicua quantità di materiale zoologico da noi rilevato, che non aveva potuto trovare nel primo momento una organica sistemazione. La nostra richiesta era favorevolmente accolta da S. E. il Governatore, pienamente compreso della civica importanza della iniziativa.
Il palazzo del Museo, elevato nelle sue ali, arricchito di un altro braccio e rinnovato nel suo aspetto estetico permette oramai, nella sua vasta mole, di dare alle collezioni scientifiche lo sviluppo richiesto dalla loro natura, e di fare del Museo Civico di Zoologia un istituto veramente degno di Roma.
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Il Museo Coloniale
Questa nuova istituzione è stata poi valorizzata da un'altra iniziativa; dall'elevazione dell'adiacente Museo Coloniale, sorto a cura del Ministero delle Colonie, sopra un'area del Giardino, data in uso a tale intento; superba e patriottica istituzione, che con le sue collezioni etnografiche ha un indiscutibile nesso col Museo di Zoologia e col Giardino. Ne è derivata in tal modo la costituzione di un centro di cultura della più alta importanza, ed un provvido campo di studi scientifici aperto a tutti, di cui Roma era privo.

La stazione di isolamento e i suoi laboratori

Né credemmo di arrestarci quì. Perché un Giardino Zoologico possa rispondere alle sue finalità culturali fa mestieri altresì che sia campo di studi e di indagini scientifiche. Seguire i vari fenomeni fisiologici e patologici nei diversi animali, rendersi conto delle cause di morte, per trarne norme nella cura di casi consimili, è cosa indispensabile perché l'istituzione risponda ad uno dei suoi scopi precipui. Per verità in passato non erasi trascurato questo compito dal nostro dottore veterinario e dal consulente tecnico, che anzi più volte erasi ritenuto opportuno di ricorrere a tale intento anche alla preziosa, cortese collaborazione dei laboratori della R. Università, specialmente per le indagini parassitologiche e batteriologiche: ma evidentemente insufficienti erano i mezzi di cui la nostra Azienda disponeva: si mancava anzitutto di un reparto di isolamento per gli animali malati e di un ambiente adatto per ricerche ed analisi. A queste deficienze oggi si è riparato con la costruzione di una Stazione che, fornita del relativo materiale scientifico, risponde pienamente e questi scopi.
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La Biblioteca e il "Bollettino Zoologico"
A completamento di questo organismo scientifico ritenemmo cosa necessaria procedere altresì alla costituzione di una Biblioteca zoologica, per la quale già ottenemmo doni ed un generoso contributo da parte di S. E. il Governatore. Deliberammo, inoltre, la pubblicazione di un Bollettino bimestrale, secondo quanto si pratica già da altre Aziende consimili, con lo scopo di farne una palestra di studi specializzati, e di raccogliere in esso tutte quelle notizie che si riferiscono al funzionamento non solo del nostro, ma dei diversi Giardini all'Estero, onde rilevarne gli eventuali progressi nei metodi e nell'organismo, e, nel tempo stesso, un mezzo di corrispondenza e di scambi per realizzare così, anche nel campo pratico, una parte sostanziale del nostro programma.

Il progetto di ampliamento del Giardino
Naturalmente il compito più grave per la Azienda era la definitiva sistemazione del Giardino, in relazione alla nuova zona di ampliamento; compito grave, non solo nei rapporti economici, ma altresì nei rapporti zoologici, dovendo i nuovi reparti rispondere a tutte le esigenze di ordine tecnico che la natura dei diversi animali richiede. D'altra parte la costituzione della nuova zona di ampliamento imponeva anche nella cerchia del primo impianto sostanziali spostamenti e trasformazioni, perché le collezioni zoologiche potessero avere nel loro complesso una razionale sistemazione. Così il progetto di ampliamento investiva non soltanto la nuova zona, ma altresì il vecchio Giardino, nel quale non si era ancora esaurito il programma di riordinamento della precedente Amministrazione.
Questo piano di organica sistemazione fu oggetto di laboriosi studi. E in questi studi il Commissario dell'Azienda ebbe la valida collaborazione del Direttore dell' Azienda Comm. Lamberto Crudi, nonché del Consulente tecnico Comm. Prof. Marchese Giuseppe Lepri, non solo per quanto, riguardava la sistemazione, delle collezioni zoologiche, ma altresì nei rapporti delle esigenze diverse che reclamava il funzionamento dei singoli reparti. Ed anzi perché, nella pratica applicazione, si potesse tenere conto di tutti i metodi più progrediti, il Commissario disponeva che il Direttore e il Consulente tecnico visitassero i più importanti Giardini Zoologici di Europa, per rendersi conto, nei diversi dettagli, del loro organismo tecnico. Nell'occasione parve utile associare ad essi anche il Comm. Prof . Arch. RaffaeleDe Vico, incaricato dello studio e della compilazione del progetto.
La sistemazione della zona di ampliamento e di riordinamento del vecchio Giardino, ispirata nei rapporti estetici alle caratteristiche tradizioni artistiche della Villa, conciliate, in quanto possibile, con le nuove tendenze architettoniche, raccoglieva coll' approvazione incondizionata delle Superiori Autorità il parere favorevole di una speciale Commissione nominata da S. E. il Governatore, composta del compianto On. Prof. Corrado Ricci, dell'Arch. Ing. Busiri Vici e del Prof. Bacchiani, nonché quello degli organi tecnici del Governatorato.
I lavori iniziati nel 1933, e, per Ia zona campestre, sulla fine di detto anno, venivano condotti con febbrile attività nell'anno decorso, e nei primi mesi dell'anno corrente, col fermo proposito che tutto dovesse essere pronto per il giorno fissatoci per l'inaugurazione. Né fu cosa di poco momento, data la vastità e l'importanza delle varie opere e il complesso funzionamento tecnico dei diversi reparti.
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Il riordinamento del primo impianto
Dicemmo come la sistemazione della nuova zona e il riordinamento del primo impianto costituisse un tutto inscindibile. Pertanto, mentre si iniziavano gli sterri nella zona di ampliamento, si provvedeva altresì alle opere di trasformazione e di spostamento dei vecchi reparti. Già, in previsione dell'approvazione dei nuovi progetti, erasi proceduto alla costruzione di nuovi edifici: fra questi, per urgenti inesorabili necessità, erasi rinnovato il reparto dei grandi ruminanti, il cui cascinale era fatiscente per i danni del tempo, curandone non solo l'organismo igienico ma le caratteristiche estetiche, in conformità della propria natura. Contemporaneamente addivenivasi alla definitiva sistemazione della zona di Valle Giulia, aprendo alcune terrazze artificiali fra il terreno scosceso, e la folta alberatura. Sorgevano qui alcune costruzioni a guisa di rustiche capanne per dare ricovero ai cervidi, mentre in seguito allo spostamento di questo reparto elevavansi nel grande viale due originali stalle per le antilopi. Ma poiché erano sopratutto intollerabili le vecchie case delle scimmie, dopo aver sostanzialmente rinnovato in modo degno la casa delle scimmie antropomorfe, si ricostruiva altresì il rustico edificio delle scimmie minori, creando per esse una casa con reparti esterni ed interni che pienamente risponde alle esigenze di quella bizzarra famiglia.
A questi importanti lavori prendeva vivo interessamento S. M. il Re, il quale in occasione della venuta in Roma di Sovrani o di Augusti Personaggi non mancava di visitare con questi il Giardino, lieto di poter rilevare la seducente ricchezza della fauna e della flora.
Le opere sopra indicate, pure esulando dal nuovo Piano di ampliamento, rispondevano ad una necessità evidente: quella cioè di rimuovere gli ultimi residui di costruzioni primitive, che non erano più compatibili nel nuovo ambiente. Formavano così quasi il preludio di quella più vasta azione che a noi era imposta dalla completa attuazione del definitivo progetto di sistemazione del Giardino.
Comunque già erano oggetto di speciale considerazione all'estero, tantoché la Municipalità di Parigi, avendo deliberata la costruzione del Giardino Zoologico di Vincennes, inviava a Roma una Commissione per studiare l'organismo tecnico ed estetico del nostro Giardino.
Intanto si addiveniva anzitutto alla ricostruzione della grande roccia degli animali da montagna in località più adatta, in sostituzione di quella crollata alcuni anni addietro, col concetto di farne una caratteristica zona alpestre, con i suoi dirupi a picco, fra i quali si erge l'abete. Questo reparto, nelle sue razionali suddivisioni, potrà accogliere non soltanto gli stambecchi, come nella roccia crollata, ma altresì quelle altre specie di animali che, fra le vette più eccelse della montagna, trovano il loro ambiente naturale.
Ad esso fanno riscontro un caratteristico cascinale per i tilopodi, nel quale i dromedari, i cammelli, i lama, i guanachi hanno separati reparti, nonché un nuovo bacino per la foca elefantina, che, addossato alle rupi dell'antico bacino delle otarie ne completa la superba scenografia. Annesse al medesimo le rocce dei pinguini ci riportano con il pensiero ai candidi ghiacciai dell'Oceano Antartico e arricchiscono il Giardino di :un reparto mai avuto finora.
Né furono trascurati i reparti delle antilopi e delle varie specie di canidi, sostanzialmente rinnovati, mentre creavasi un grazioso, speciale reparto per i gibboni, là dove sorgeva già il primitivo Villaggio delle scimmie, nel quale, su isolotti a giardino, cinti da corsi d'acqua, questi animali, lasciati in libertà, si abbandonano alle loro graziose acrobazie.
Naturalmente le nuove costruzioni sulla zona di ampliamento consigliavano, come si disse, la demolizione, lo spostamento e la trasformazione di alcuni reparti della vecchia zona , per dare alle collezioni zoologiche una più organica sistemazione. Così il trasferimento dei reparti degli struzzi, dei nandù, degli emù e dei casuari nella zona di ampliamento, ci permetteva di estendere il reparto dei cervidi, con opportune suddivisioni per le varie specie, arricchite di altri magnifici soggetti, mentre il trasferimento delle uccelliere dava modo di assegnare altre gabbie ai rapaci, con una sistematica suddivisione.
Con la costruzione dell'edificio della stazione sanitaria poi, si creavano nella parte esterna gabbie per piccoli marsupiali e, con la contemporanea rimozione delle fagianiere, altre gabbie per formichieri sul piazzale delle foche.
La trasformazione di questa zona offriva altresì la opportunità di una più conveniente sistemazione del recinto dei grandi canguri, alla scopo di dare ai medesimi un ricovero e un ambiente più vasto, richiesto dalle loro naturali esigenze.
Così per la costruzione dello speciale reparto del camellidi mentre si riservava agli equidi tutta la vasta zona del Paradiso, si dava una nuova sede ai tapiri, creando per essi un caratteristico recinto, a fianco della Casa dei pachidermi, alla quale si apportavano altresì notevoli trasformazioni ed ampliamenti nello spazio riservato al pubblico, perché possa a miglior agio trattenersi costà.
Né a questo si limitavano le trasformazioni compiute. Meritano invero di essere ricordate la costruzione di una grande casa per i macachi, gelada e mandrilli, di fronte alla nuova casa delle scimmie, oltre un grazioso reparto per i lemuri, là dove già sorgeva la pappagalliera, nonché la ricostruzione, con più razionali criteri, del reparto dei grandi felini, a fianco del recinto delle giraffe, che dà modo, con le sue suddivisioni, di raccogliere colà, giaguari, puma, pantere ed altri soggetti.
Altro importante lavoro fu la costruzione di una grande gabbia tripartita per gli orsi, in sostituzione della rozza gabbia dei baribal, la cui demolizione ha aperto ai visitatori del Giardino uno splendido quadro con la vista del lago, là dove la folta boscaglia, con i propri riflessi, offre una scenografia veramente superba.
Notevole infine l'ampliamento dell'edificio della Direzione, per dare agli Uffici una sistemazione migliore.
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La zona di ampliamento
Naturalmente complessa e laboriosa opera richiedeva la sistemazione della zona di ampliamento, non solo per la grandiosità degli edifici in essa compresi, ma altresì per una geniale distribuzione del giardinaggio, che, costituendo già parte caratteristica del primo impianto, doveva avere degno riscontro anche nella nuova zona.
La costruzione delle diverse opere esigeva perciò assidui e delicati studi nei dettagli e particolari cure nella loro esecuzione da parte del Comm. Prof. Arch. Raffaele De Vico, autore del progetto tecnico e direttore dei lavori. Complesso e quanto mai vasto era il compito. Sopratutto gravi responsabilità implicava la costruzione del sottopassaggio nel viale del Giardino Zoologico, che sbocca all'ingresso dei Parioli, reso necessario per unire le due zone del Giardino, senza recare disturbo o creare ostacoli alle comunicazioni ed al traffico, su detto viale, e alterare di questo la originaria struttura. Il ponte lungo m. 40 e largo m. 15, oltre avere sotto di se un comodo adito per i pedoni, largo 7 m. accoglie nei due fianchi, in luminosi ambienti di m. 8 x 15, alcune vasche per pesci di acqua dolce, costituenti per il Giardino una nuova attrattIva.
Uscendo dal sottopassaggio, si apre alla vista del visitatore un grazioso piazzale, dal quale partono in trincea due strade, dalle verdi spalliere, di cui quella a destra sale ai diversi reparti soprastanti, mentre quella a sinistra conduce al Parco dei bambini, a confine della via Mercadante.
Di fronte al sottopassaggio poi muove una scalea, fiancheggiata da folte siepi di mirto, nell'alto della quale si svolgono a doppio semicerchio due eleganti uccelliere, una per uccelli in gabbia, l'altra per uccelli a tribù, colibrì e paradisee, che, nel loro motivo architettonico, formano opera decorativa. Sull'asse della scalea, dietro le uccelliere, sorge maestosa la grande voliera, dalla enorme gabbia di metallo lucente, per animali di alto volo, che elevasi imponente a forma poliedrica, su una circonferenza di circa 30 m. e il cui
bacino, frastagliato da ridenti isolotti, ricchi di flora tropicale, reca una nota di vivace colore, nello specchio lagunare.
Salendo la strada a destra e oltrepassando il nuovo ingresso, dai caratteristici torrioni a spirale nella piazza del Giardino Zoologico, si passa ad una serie di piccole costruzioni, che, con andamento rotatorio, si sviluppano intorno all'edificio centrale del Rettilario. Sono graziosi, fioriti, originali ricoveri, nei quali si trovano raccolti a sezione i rosicanti, i piccoli felini, le mustelidi, le viverre, gli orsi minori, i gallinacei, i pappagalli ed i colombi ecc., una popolazione varia e brillante. Ma opera senza dubbio imponente è la rotonda del rettilario, del diametro di circa 33 m. la cui cupola mobile si eleva per 12 m. di altezza. Qui le diverse specie di rettili trovano l'ambiente adatto alla loro natura, in condizioni tali che il visitatore su un anello largo 4 m. può comodamente osservarne i movimenti e il carattere ed ammirare nel tempo stesso, nel bacino del vasto salone, di 16 m. di diametro, gli alligatori e i coccodrilli che riposano a loro agio, nell'acqua o sull'arena. Questo caratteristico edificio, dispone d'un completo sistema di riscaldamento, graduabile in relazione alle naturali esigenze degli animali, e, per la sua cupola mobile, può offrire loro il godimento dei raggi solari nei mesi estivi. Tornando al piazzale del sottopassaggio e muovendo per la strada a sinistra si sale al Parco dei bambini, dopo aver lasciato su di un lato il recinto dei grandi volatili, rimossi dal vecchio Giardino.
La creazione di questo parco risponde ad una esigenza oramai comune in tutti i Giardini Zoologici, ed altresì ad una tradizione locale, essendo in passato la zona in cui si svolge campo preferito per riunioni di bimbi. In questo parco i bimbi avranno un ambiente gaio di fiori e di verdura e piazzali di giuoco, nonché una latteria-bar che riuscirà ritrovo e trattenimento gradito. Qui presso a sinistra della Grande voliera sorge il palco della musica, per i concerti domenicali che si tengono durante l'estate.
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Le collezioni zoologiche
Giunti a questo punto è il caso di gettare uno sguardo al complesso delle nostre collezioni zoologiche, nel loro inquadramento definitivo. Scorrendo a volo i vari reparti noi vediamo raggruppati nella vecchia e nella nuova zona, una fauna quanto mai varia e numerosa, nella quale tutte le classi, nei diversi ordini, sono rappresentate da superbi soggetti. Nei recinti, sulle rocce, nelle gabbie dell'antico impianto v'è una successione di quadri veramente interessanti. Completo è, si può dire, il gruppo dei grandi felini, con i leoni, le tigri, i giaguari, i puma, i leopardi, le pantere delle varie specie, i ghepardi, le iene e, fra i minori, la lince, il serval, il caracal, i gattopardi, oltre i licaoni, i lupi e altre specie di caniformi. Ne meno attraente il gruppo degli orsi dall'arctos marsicanus, al siriacus; dal meridionale al tibetanus; dal baribal ai magnifici orsi polari, placidamente immersi nel bacino sottostante alla loro rupe. Di fronte i bacini dei pinnipedi accolgono le agili otarie, con il leone marino (il superbo jubatus), nonché la foca elefantina, che ben può dirsi raro esemplare per Giardini Zoologici e gli originalissimi pinguini.
Gli elefanti indiani e africani ricordano i proboscidati, come il rinoceronte e i tapiri americani ed indiani i perissodattili. La famiglia degli equidi è rappresentata dalle zebre di
Grewy, di Chapman, di Grant, dal cavallo di Przewalski, dagli asini della Dancalia. Una bella coppia di giraffe afferma poi la magnificenza di questa famiglia. Ricchissimo il gruppo degli artiodattili; fra i tilopodi si notano i dromedari, i camelli, i lama, il guanaco. Così la collezione dei ruminanti mostra superbi esemplari di alce, di axis, di daini, di cervi, dal cer- vo nobile a quello delle Molucche e di Aristotile; parimenti la famiglia dei cavicorni - che brilla per il rarissimo bongo - mostra una elegante, variatissima schiera di gazzelle, kudù maggiore e minore, nilgau, antilope di acqua, antilope quadricorno, antilopi alcine e dal ciuffo, l'hippotragus, oryx, damalischi, beisa, gnu a coda bianca e striata, cervicapra; eppoi mufloni, caproni dell'Imalaia, capre crinite, camosci e stambecchi; infine fra i maggiori soggetti, i bisonti americani ed, europei, i gayal, ,gli jak, i thar i bufali africani e delle paludi pontine.
Né minore interesse desta la famiglia dei marsupiali, con i suoi diversi tipi, dal wombat al canguro rosso e cervino, dal caratteristico gigantus, al raro diavolo orsino.
Scendendo poi ai reparti delle scimmie troviamo anche qui una collezione veramente importante: le famiglie dei callitrici, delle cappuccine, dei giibboni, dei cercopiteci sono rappresentate dalle specie più caratteristiche. Notevoli fra le diverse specie il mandrillo, il gelada, il mangabè, la pitecia satanas, nonché il semnopeteco hulman, la scimmia sacra degli indiani, come fra le antropomorfe un bel gruppo di vivaci scimpanzé, e una gIovane coppia di orango.
Quanto mai seducente è poi la visione del lago dalle sponde ricche di una brillante vegetazione erborea e floreale. Sullo specchio d'acqua si muovono i cigni bianchi e neri, si aggirano i fenicotteri ed i pellicani, fra una numerosa famiglia di ansriformes, dalle specie più rare.
Così il reparto dei rapaci nelle alte voliere, raccoglie un magnifico gruppo di aquile delle diverse specie, di condor e di grifoni, di avvoltoi, di poiane, di falchi; né manca, col serpentario, la rarissima arpia.
Passando nella nuova zona per il sottopassaggio, dove nelle vasche che lo fiancheggiano si ammirano, come si disse, pesci di acqua dolce, e, salendo nel viale ,di sinistra, ci incontriamo con un gruppo di ratiti, struzzi, nandù, casuari ed emù, e, proseguendo, alla vasta serie delle uccelliere, che costituiscono una speciale caratteristica della nuova zona. Non è cosa facile dare soltanto un cenno delle numerose specie in queste raccolte. Qui le fagianiere specialmente ci mostrano tutte le diverse specie di questi mirabili animali, non esclusi i tipi più rari, fino all'Argo superbo; qui nella voliera dei pappagalli cinguettano senza posa i tricolgrossi, i cacatua, i psittaci di ogni specie, dal monaco al conuro, dal parrucchetto al corillo, alle are smaglianti; qui le paradisee, sfoggiano la loro brillante livrea, i minuscoli colibrì l'eleganza delle loro forme, e la vivacità dei loro colori, confermando quanto Buffon diceva, che cioè "le gemme ed i metalli più splendenti non sono paragonabili a questi gioielli, che hanno il fascino del topazio, dello smeraldo, del, rubino".
Ma come passare in rassegna la vasta serie dei passeracei, dei pivieri, dei gallinacei, dei colombi tutti? Si tratta di più centinaia di uccelli, di una rarità mirabile ed infinita.
E che dire della scintillante voliera, nella quale le famiglie degli ardeidi sfoggiano la loro bellezza nei diversi tipi, con gli ibis e le eleganti damigelle, con gli aironi giganti e le brillanti cicogne multicolori, con i pensosi marabù, mentre gli agili gabbiani si incrociano nel loro alto volo?
Proseguendo ancora eccoci ai reparti dei piccoli felini, delle mustelidi, delle viverre,
dei roditori e degli orsi minori. Anche qui ci incontriamo in un complesso di soggetti di alto valore zoologico, fra i quali figurano i fennek, gli eira, il grigione, la molfetta: nel reparto delle mustelidi e delle viverre il tasso, la lontra, il visone, la viverra civetta, il ghiottone. Numeroso poi, specialmente, il gruppo dei roditori con i capibara, i mara, gli aguti, i paca, l'ursone, gli istrici, i castori, le marmotte, il cinomis. Così quanto mai interessante è la famiglia dei maldentati con gli Armadilli maggiore e minore, il bradipo e il gran formichiere; come pure quella dei piccoli orsi con il panda, gli orsi lavatore e labiato. Ma sopra tutto importante è il rettilario, nel cui bacino, come fu già accennato, giacciono placidamente gli alligatori e i coccodrilli del Nilo, mentre nelle urne che cingono l'anfiteatro i boa, i pitoni, i colubri, i varani si raggomitolano nel loro assopimento.
Di fronte a questo complesso si può con ragione affermare che oggi il Giardino Zoologico di Roma può degnamente gareggiare con i più importanti Giardini d'Europa, anche nei rapporti zoologici.
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I doni e le nascite
Naturalmente anche in quest'ultimo periodo ci pervennero in dono interessanti soggetti da parte di S. M. il Re, di S. A. R. il Principe di Piemonte, che più volte visitava il Giardino, insieme a S. A. R. la Principessa, di S. E. il Capo del Governo, e, specialmente, da parte dei Governatori delle nostre Colonie e le LL. EE. Corni, Rava, Astuto, in seguito anche a speciali premure del Ministero competente, sempre sollecito per lo sviluppo del Giardino. Ricordiamo fra questi 13 orsi bianchi inviatici dal Municipio di Tripoli, mercè l'interessamento di S. E. Badogiio, Governatore della Libia. Né ci mancavano - cosa quanto mai gradita - notevoli doni dall'estero. Segnaliamo una bella coppia di rari leopardi da parte di S. A. R. il Principe dello Jemen, una superba coppia di giaguari rimessaci da S. E. il Presidente del Venezuela, una coppia di magnifici alci, donatici dal Signor Johnson di Stoccolma, due doni per noi veramente preziosi, per il valore dei soggetti e per il fatto che le nostre collezioni ne erano prive. E con i doni furono quanto mai numerose le nascite, favorite dal nostro clima, che permette una facile acclimatazione agli animali, anche se provenienti dalle più opposte regioni del mondo.


L'esercizio dell'Azienda
Questa definitiva sistemazione del Giardino, che risponde alle direttive impartiteci, si poteva realizzare, come si disse, per il fervido interessamento dell'Amministrazione civica fascista, che sentì il valore morale dell'istituzione. Né questo interessamento ebbe periodi di discontinuità; che anzi tutti i Governatori da S. E. On. Filippo Cremonesi a S. E. On. Principe Lodovico Spada Potenziani a S. E. On. Principe Boncompagni Ludovisi, a S. E. On. Giuseppe Bottai, animati di identico spirito, non lesinarono, a tale scopo i necessari mezzi finanziari, sempre accogliendo con generosa larghezza le richieste avanzate a tale riguardo. Così il patrimonio (già notevole nel momento del riscatto degli impianti sociali) dell'Azienda per gli apporti ricevuti dal 1924 ad oggi ammontanti alla complessiva, cospicua somma di L. 10.363,196, costituisce oramai una entità economica di non lieve importanza.
D'altra parte i risultati della gestione nel decennio suddetto, dimostrarono come questo interessamento fosse giustificato, emergendo dai medesimi che l'Azienda è bastata a sé stessa. Se invero nel periodo indicato si ebbero annate di depressione, queste trovarono un compenso in annate quanto mai floride, che lasciavano cospicui margini attivi.
Sta in fatto che nel decennio in parola si ebbero:
Spese e perdite per
                       L. 14.406.152,67
Rendite e profitti
                       L. 14.414.918,14
onde una differenza
                       attiva di L. 8.765,47
Aggiungasi che l'Azienda pagava al Governatorato per interessi sugli apporti la complessiva somma di L. 1.339.048,72.

Evidentemente la natura stessa dell'istituzione se permette sicure previsioni nelle spese, non consente, al contrario, una sicura previsione nelle entrate, per diversi elementi che sfuggono alle iniziative degli amministratori. Comunque le risultanze del passato ci lasciano bene sperare per l'avvenire.
Con questa fede noi salutiamo la ricorrenza del XXV anniversario della fondazione del Giardino Zoologico, traendone l'auspicio per nuove maggiori fortune.
S. E. il Capo del Governo parlando alla Consulta del Governatorato affermava che "tutto quello che si attiene alla Capitale ha un enorme importanza per lo Stato, in ispecie quando la Capitale si chiama Roma".
Il Giardino Zoologico di Roma, sorto per iniziativa di benemeriti cittadini, raccolto da l'Amministrazione Municipale quando sembrava destinato a scomparire, ha raggiunto a pieno, in Regime Fascista e con spirito fascista, il suo nobilissimo scopo.
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