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> Dal Vivarium al    Giardino Zoologico
> Com'è sorto il    Giardino    Zoologico di    Roma
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    >> Le nascite
> L'ampliamento del    Giardino
   e la sua definitiva    sistemazione
>> Le Mappe




On. Gr. Uff. Barone Alberto Fassini


Comm. Lamberto Crudi
Direttore dell'Azienda


Il Piazzale interno all'ingresso del Giardino


aree



Una nevicata al Girdino Zoologico


Alcuni ospiti


Alcuni ospiti


Alcuni ospiti


S. E. il Capo del Governo Benito Mussolini


Alcuni ospiti



Alcuni ospiti



S. E. Volpi Ministro del Tesoro ed il Governatore S. E. Cremonesi, visitano la Mostra floreale


S. M. il Re ammira il volo delle aquile nella grande voliera dei rapaci


rapaci



alcuni ospiti



alcuni ospiti



La mostra internazionale canina


Una sala della Mostra dell'animale nell'arte


I leoncini...a scuola



Il Commissario, la Commissione consultiva, la Direzione, i funzionari e il personale di servizio dell'Azienda

II.
L'AZIENDA AUTONOMA NEL PERIODO DI RIORDINAMENTO (1925-1930)

Dal giorno in cui la gestione veniva assunta direttamente dal Comune, le sorti del Giardino Zoologico erano definitivamente assicurate per l'avvenire.
Ma, persistendo tuttora lo stato di guerra, non era possibile procedere ad un profondo, immediato rinnovamento.
Comunque l'Amministrazione Municipale dava subito prova del suo interessamento, erogando i mezzi necessari per le più urgenti opere di restauro. Era un modesto passo verso la ricostituzione.
L'efficienza dei primi anni dimostrava però ampiamente come soltanto con una gestione a carattere industriale si potesse ottenere che l'Azienda bastasse a se stessa, nei rapporti economici, o quanto meno riducesse gli oneri finanziari del Comune a misura tollerabile.

La gestione autonoma
Per tale considerazione il 6 agosto 1919 il Consiglio Comunale deliberava che al Giardino si desse l'ordinamento di un'azienda municipalizzata, a termini ,della legge 29 marzo 1903 n. 103; "Il Giardino Zoologico - nota la Relazione della Giunta - se non presenta, date le sue ultime finalità, un carattere prevalentemente industriale, è indubbiamente così estraneo alle consuete attività degli organismi tecnici e amministrativi del Comune, ha tali singolarità che richiedono conoscenze tecniche ed amministrative talmente speciali, ed uno svolgimento amministrativo talmente diverso da quello imposto dalla legge agli ordinari servizi municipali, che la sua organizzazione ad azienda speciale sembra del tutto giustificata" .La Commissione Reale per il credito Comunale e Provinciale e per la Municipalizzazione dei pubblici servizi, nella seduta del 19 gennaio 1920, approvando la deliberazione del Consiglio Comunale, associavasi alle considerazioni suddette, dopo aver constatato che "l'organizzazione interna dell'Azienda e la sua messa in valore presso il pubblico esigevano particolari accorgimenti amministrativi...".
Sennonché la Commissione Reale subordinava la municipalizzazione al voto degli elettori, a termini dell'articolo 13 della legge sopra richiamata, cosa che sembrò sproporzionata alla entità del provvedimento. Si dovette continuare così nella gestione a carattere provvisorio, con risultati finanziari che confermavano purtroppo l'insufficienza di un'organizzazione simile. Invero dal 1918 al 1923 i deficit di esercizio avevano raggiunto la notevole somma complessiva di L. 1.133,947.
S. E. Cremonesi - allora R. Commissario al Comune - preoccupato di tale stato di cose e della necessità soprattutto di mettere il Giardino in condizioni degne della Capitale del Regno, con deliberazione 31 ottobre 1923 n. 1812, pure mantenendo il servizio in economia, decideva allora di affidare l'alta ingerenza del Giardino Zoologico ad un suo Delegato, assistito da una Commissione Amministratrice. Ed in conseguenza, con ordinanza 31 dicembre 1923, incaricava il Barone Alberto F assinj di assumere la sovraintendenza e amministrazione del Giardino Zoologico, delegandogli le facoltà che la legge affida al Sindaco, e autorizzandolo a costituire una Commissione Consultiva composta di persone di sua fiducia. A far parte di detta Commissione erano chiamati i Sigg. C'onte Dott. R. A. Gallenga Stuart, Comm. Armando Brasini, Marchese Giuseppe Patrizi, Dott. Gr. Uff. Gino Gasperini, lng. Acciaro Giacchetti, Dott. Comn. Umberto Giglio, Conte Comm. Dott. Guido Suardi, Marchese On. Alberto Theodoli, Prof. Comm. Nello Fotticchia, Marchese Liborio Marignoli, Prof. Comm. Pietro Romualdo Pirotta, Comm. Renzo Rossi, Comm. Filippo Clementi.
L'esperimento fatto nell'anno 1924 di questo nuovo organismo a base industriale rispondeva alle aspettative, onde parve cosa opportuna adottare un provvedimento che potesse dare all'Azienda del Giardino un assetto stabile e definitivo, togliendola da quello stato di precari età in cui era stata fino allora mantenuta. Invero l'esercizio aveva raggiunto in rendite e profitti la somma di L. 1.070.911,81, di fronte a spese e perdite per L. 986.476,62, donde ne era risultato un avanzo netto di L. 84.435,19.

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La Municipalizzazione dell'Azienda
Così, avendo presente che dalla legge per la municipalizzazione dei pubblici servizi era stato rimosso il vincolo del referendum, sembrò fosse giunto il momento di dare corso senz'altro alla deliberazione del Consiglio Comunale 4-6 agosto 1919 per la costituzione dell' Azienda in Ente Autonomo; ciò che di fatto avveniva con deliberazione 24 febbraio 1926, n. 313.
A tale effetto si modificava anche il Regolamento e il numero dei Consiglieri era ridotto a sei effettivi e quattro supplenti, col concetto che dovessero far parte della Commissione stessa elementi amministrativi e tecnici che potessero dedicare all'Azienda l'opera loro gratuita per spirito di affettuosa sollecitudine.
La Commissione Amministratrice era pertanto composta nel modo seguente: Presidente, Barone Gr. Uff. Alberto Fassini; Commissari effettivi: Dott. Gr. Uff. Gino Gasperini, Ing. Acciaro Giacchetti, Dott. Comm. Umberto Giglio, Conte Gr. Uff. Dott. Guido Suardi, On. Marchese Alberto Theodoli; Commissari supplenti: Prof. Comm. Nello Fotticchia, Marchese Liborio Marignoli, Professore Comm. Pietro Romualdo Pirotta, Comm. Renzo Rossi. Alla Direzione del Giardino veniva chiamato Il Comm. Lamberto Crudi; a Capo Servizio Tecnico era nominato il Marchese .Prof. Comm. Giuseppe Lepri; a Segretario della Commissione Amministratrice il Gr. Uff. Filippo Clementi.
Per altro non bastava mutare il sistema amministrativo : bisognava altresì riparare alle gravi deficienze prodotte dallo stato di semi abbandono degli ultimi anni. Soltanto restituendo al Giardino la necessaria floridezza, tanto da farne oggetto di generale attrattiva, sarebbe stato possibile di risollevarne in modo permanente le sorti.
E questo programma infatti animava fin dal primo momento l'attività della Commissione Amministratrice, di pieno accordo con l'Amministrazione Municipale.
A tale effetto il R. Commissario disponeva un primo apporto di L. 650.000, ripartibile in tre esercizi, in modo che il patrimonio dell'Azienda potesse in un primo tempo gradatamente elevarsi ad oltre un milione di lire.
Né le speranze furono deluse: che anzi il consuntivo del 1925 - di carattere eccezionale peraltro per la straordinaria affluenza dell'Anno Santo - accertava utili netti in lire 363.186,29, essendosi raggiunta in Entrata la somma di L. 1.718.892,31 e in Uscita la somma di L. 1.355.706,02. Da allora il miglioramento e lo sviluppo degli impianti fu continuo per gli apporti concessi di anno in anno dal Governatore, apporti che al 1930 già avevano raggiunto la cifra di L. 2.964.115,15.

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Il rinnovamento del Giardino
Il programma della Commissione Amministratrice era fin dal primo momento quanto mai vasto ed ardito. La stessa cerchia del Giardino sembrava insufficiente. "Evidentemente - scriveva la Commissione, nella sua Relazione sull'esercizio 1925 - l'attività della nostra Azienda non può contenersi nei limiti attuali: la necessità di una espansione s'impone... Questo problema fondamentale può trovare una soluzione senza che per essa debba subire alcun turbamento l'organismo estetico e storico della Villa Umberto I. A fianco del Giardino un vasto prato nudo ed incolto, ultimo residuo di una zona rustica sui bordi della Villa, attende oggi ancora una sistemazione degna del pittoresco parco che lo circonda. Nessuna sistemazione migliore si potrebbe dare a detta zona, nelI'interesse cittadino, che quella di associarla al nostro Giardino, mettendoci in grado di poter esplicare il grandioso programma indicato. I mezzi finanziari non dovrebbero mancare per questo, se la nuova Italia vuole dare alla sua capitale gloriosa il fascino di una grande città moderna, in cui tutte le manifestazioni del consorzio civile abbiano ampia e brillante affermazione".
Questa splendida visione per l'avvenire, oggi, per volere di S. E. il Capo del Governo è divenuta realtà.
Intanto l'opera di riordinamento e di trasformazione veniva senz'altro iniziata. Provvedevasi anzitutto alle necessarie riparazioni di alcune rocce, che suscitavano serie preoccupazioni per il loro stato fatiscente, essendo le armature in legname, costruite 17 anni innanzi, logore dal tempo; lavoro quanto mai importante, richiedendo alcune di esse, come quella dei leoni, una quasi totale ricostruzione. Contemporaneamente addivenivasi alla sistemazione di un completo impianto idrico, di cui il Giardino era privo, e che era pure condizione indispensabile perché il tappeto verde delle aiuole, ricche di fiori, anche nei mesi estivi potesse offrire un quadro di brillanti colori. "L'istituzione che fu affidata alle nostre cure - scriveva il presidente Barone Fassini - non deve trovare la ragione della propria "prosperità in un organismo che sia oggetto di attrattiva soltanto per la ricchezza della sua fauna. Noi vogliamo che il Giardino Zoologico, trovi un elemento di attrazione anche nella ricchezza della sua flora. Fiori, fiori dovunque e meravigliosi scenari di piante esotiche, rispondenti alle caratteristiche dei vari reparti; ecco il nostro immediato scopo, parte sostanziale del nostro programma".
E in base a questo programma un intenso impulso davasi alle opere di trasformazione di importanti reparti, nell'intento di renderli più rispondenti alle esigenze tecniche e più attraenti dal punto di vista estetico. Con questo concetto procedevasi all'apertura di un grande viale all'ingresso del Giardino, per metterlo in comunicazione col viale centrale detto delle antilopi; e si creava, ai piedi della rupe degli orsi banchi, un bacino di nuoto per questi animali, che oggi ancora costituisce una delle più belle attrattive del Giardino; iniziavasi la sistemazione dell'ultima zona del Giardino verso Valle Giulia, vera selva selvaggia, fino allora rimasta in completo abbandono, per dare ai cervidi, a fianco di un'ampia scalea, un parco ombroso, nel quale potessero trovarsi nel loro naturale ambiente; elevavasi una casa, di stile moresco, per le giraffe, e davasi alle foche un magnifico reparto, dalle rocce ardite e artisticamente bizzarre, sovrastanti un ampio bacino polare che, specialmente nelle giornate di neve, offriva uno spettacolo quanto mai suggestivo. Senza entrare in dettagli analitici le fotografie da noi riprodotte bastano ad illustrare l'opera compiuta.

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Le collezioni zoologiche
Contemporaneamente a quest'opera di riordinamento e di rinnovamento curavasi lo sviluppo delle collezioni zoologiche. Al 31 dicembre del 1924, quando la gestione del Giardino veniva affidata alla Commissione Amministratrice, la consistenza delle collezioni era costituita dai seguenti elementi:

I. - Mammalia.
Primates
esemplari 68
specie 17
Prosimiae
6
3
Carnivora
62
30
Rodentia
153
10
Ungulata
125
46
Marsupialia
8
4
Totale
esemplari   422
specie 110



II. AVES.
Rheiformes
esemplari 4
specie 1
Struthioniformes
9
2
Casuariformes
2
2
Galliformes
103
26
Columbiformes
53
7
Lariformes
2
2
Ralliformes
10
2
Gruiformes
9
5
Ardeiformes
18
9
Anseriformes
256
36
Pelecaniformes
3
2
Phoenicopteriformes
5
1
Strigiformes
3
2
Falconiformes
45
20
Psittaciformes
132
28
Coraciiformes
1
1
Passeriformes
393
42
Totale
esemplari   1048
specie 188

III. - Reptilia.
Ophidia
esemplari 14
specie 7
Squamata
5
3
Emydosauria
8
4
Testudinata
22
6
Totale
esemplari   49
specie 20

IV. - Amphibia.
Anura
esemplari 1
specie 1

Riassunto
Mammiferi
esemplari 422
specie 110
Uccelli
1048
188
Rettili
49
20
Anfibi
1
1
Totale
esemplari   1520
specie 319

A così sensibile miglioramento erasi giunti per la ripresa, dopo la guerra, del commercio degli animali esotici.

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Gli acquisti di animali
Nel procedere ad acquisti si ebbe specialmente in mira di aumentare il numero delle specie più che degli esemplari, perché le collezioni zoologiche potessero riuscire possibilmente complete, anche nei soggettI più rari e attraenti, e di procedere nel tempo stesso alla sostituzione di elementi vecchi e deficienti con altri apprezzabili per la loro vigoria e le loro forme perfette. Così il Giardino arricchivasi di esemplari di speciale valore, fra i quali va ricordato: una coppia di grandi Orang- utans (Pongo pygmaeus) "Saib" "Saiba". Il maschio, destava il più vivo interesse, per le sue vigorose caratteristiche, ed era oggetto anche di rilievo in Riviste estere.
Né meno importante era l'accaparramento di una superba coppia di giraffe che rispondeva ad un vivo, insistente desiderio del pubblico.
I mezzi finanziari forniti dal Governatorato per acquisto di animali furono senza dubbio cospicui. A questo scopo invero dal 1925 al 1930 fu erogata la complessiva somma di L. 974.056,95, ripartita nel modo seguente:

Anno     Importo acquisti
1925 . . . 146.007 ---
1926 . . . 133.334,70
1927 . . . 195.551,05
1928 . . . 193.184,30
1929 . . . 232.417,90
1930 . . . 73.562 ---

La consistenza delle collezioni aumentava così notevolmente di valore e nei rapporti zoologici e nei rapporti patrimoniali.

I doni
All'aumento delle collezioni zoologiche contribuivano altresì numerosi doni di animali esotici. Senza scendere a dettagli, dobbiamo ricordare con vivo compiacimento e gratitudine come continui e pregevoli siano stati quelli di S. M. il Re, che onorava più volte il Giardino della Sua Augusta presenza, di S. A. R. il Principe ereditario, di S. E. il Capo del Governo - fra i quali quello della Leonessa Italia, oggetto da parte sua di assidue visite, - e come costante si dimostrasse in questo periodo l'interessamento per il nostro Giardino delle LL. EE. i Governatori della Somalia e dell'Eritrea, Conte Maria De Vecchi di VaI Cismon, On. Zoli, On. Gasperini. Né mancavano doni di S. A. R. la Duchessa di Aosta Madre, delle LL. AA. RR. il Duca degli Abruzzi, il Duca di Spoleto, il Principe di Udine, di Autorità, Enti, appassionati zoologi. Dobbiamo però fare speciale rilievo di tre bisonti - un maschio e due femmine - donateci dal Governo degli Stati Uniti, importante dono per noi, esistendo in detto Stato, divieto di esportazione di questi animali.

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Le nascite
Ma se i doni ricevuti costituirono un cospicuo arricchimento del patrimonio zoologico, a questo arricchimento concorsero altresì le nascite che si verificarono in numero veramente rilevante.
Specialmente notevole fu la nascita di mammiferi e particolarmente di leoni, di tigri, di leopardi e d'iinteressanti specie di antilopi. Ci basti ricordare che le nascite fra i mammiferi soltanto ammontarono ad 86 esemplari nel 1926 e salivano a 100 nel 1928; né furono molto inferiori negli anni seguenti. Ma, caso veramente eccezionale, fu la nascita di un piccolo orango, vissuto oltre nove mesi, e morto per gravi disturbi nel periodo della dentizione; importante avvenimento nella storia della zoologia per soggetti in cattività.
Il valore dei doni e delle nascite, agli effetti zoologici e patrimoniali, costituì un apporto veramente cospicuo, e concorse allo sviluppo delle nostre collezioni, per il quale, come si disse, avevamo in mira più che l'aumento degli esemplari, l'aumento delle specie.
Questo aumento per quanto riguarda le specie, segnò dal 1925 al 1930 un costante progresso, come risulta dalle seguenti cifre:

Anni          Numero delle specie
1925 . . . . . . .345
1926. . . . . . . 363
1927. . . . . . . 379
1928. . . . . . . 399
1929. . . . . . . 402
1930. . . . . . . 412

Ciò permettevaci di procedere alla vendita dei soggetti superflui con intenti commerciali e di destinare i proventi all'acquisto di altri animali di cui difettavamo.

Le esposizioni floreali, la Mostra dell'animale nell'arte e le Mostre internazionali canine.
Nell'intento di rendere il Giardino gradito ritrovo della cittadinanza, la Commissione Amministrativa non mancava di promuovere alcune geniali manifestazioni, compatibili con lo speciale carattere dell'ambiente. A tale intento nel mese di maggio del 1925 e 1926 apriva il Giardino ad esposizioni floreali, che riuscirono brillantissime per concorso di espositori e di pubblico; e, per affermare altresì le finalità culturali dell'istituzione, nel 1930, col concorso di S. E. il Governatore, promuoveva una Mostra di animali nell'arte, già caldeggiata dal Sindacato Nazionale Fascista degli Artisti, erogando premi per l'importo complessivo di L. 67.500.
Inoltre, accogliendo il desiderio manifestato da una parte eletta della cittadinanza, iniziavasi la serie delle Mostre internazionali canine, affidandone l'organizzazione tecnica all'Ente Nazionale della Cinofilia italiana; simpatica iniziativa che, suscitando generale interesse, determinava l'intervento di autorevoli personaggi e una grande affluenza di visitatori. Numerosi e cospicui premi erano assegnati agli esemplari migliori delle diverse razze, fra i quali notevoli quelli di S. M. il Re, di S. A. R. il Principe ereditario, delle LL. EE. Il Capo del Governo, il Ministro dell'Agricoltura e foreste, il Governatore di Roma e di altri Enti cittadini.

***

Nel luglio 1930 il Barone Fassini, a causa delle sue molteplici occupazioni industriali, rassegnava le dimissioni da Presidente dell'Azienda; né valsero le insistenze della Commissione Amministratrice e di S. E. il Governatore a farlo desistere dal suo proposito. S. E. il Principe Boncompagni nominava allora, a Commissario dell'Azienda il Conte Gr. Uff. Dott. Guido Suardi, che al Giardino aveva già dato assidua opera fin dal 1924; come membro della prima Commissione Amministratrice.
In questo secondo periodo di vita il Giardino aveva intanto conseguito il suo consolidamento. Il favore della cittadinanza e i lusinghieri apprezzamenti dei forestieri dimostravano che gli scopi dell'istituzione erano stati in gran parte raggiunti. L'Italia considerava ormai il Giardino Zoologico di Roma più che un istituto di interesse locale, una istituzione di carattere nazionale. L'affluenza dei visitatori affermava l'interessamento vivissimo che l'istituzione suscitava nella cittadinanza e nei forestieri. lnvero dal 1925 al 1930 i visitatori del Giardino ammontavano complessivamente a 2.771.258 individui, oltre gli abbonati e le tessere.
Era quindi il caso di affrontare l'esplicazione del nostro programma di ampliamento, specialmente dopo che S. E. il Capo del Governo, con l'entusiasmo da Lui sempre sentito per quanto concorra ad affermare di fronte al mondo la rinnovata grandezza di Roma, ave- va espresso il proposito che anche il Giardino Zoologico di Roma non dovesse essere inferiore alle altre più importanti istituzioni del genere. Questo esplicito mandato noi raccogliemmo con piena fede, sicuri che non ci sarebbero mancati i mezzi finanziari per assolverlo in modo degno dell'Italia fascista.
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