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II.
L'AZIENDA AUTONOMA NEL PERIODO DI RIORDINAMENTO (1925-1930)
Dal giorno in cui la gestione veniva assunta direttamente
dal Comune, le sorti del Giardino Zoologico erano definitivamente
assicurate per l'avvenire.
Ma, persistendo tuttora lo stato di guerra, non era possibile procedere
ad un profondo, immediato rinnovamento.
Comunque l'Amministrazione Municipale dava subito prova del suo
interessamento, erogando i mezzi necessari per le più urgenti
opere di restauro. Era un modesto passo verso la ricostituzione.
L'efficienza dei primi anni dimostrava però ampiamente come
soltanto con una gestione a carattere industriale si potesse ottenere
che l'Azienda bastasse a se stessa, nei rapporti economici, o quanto
meno riducesse gli oneri finanziari del Comune a misura tollerabile.
La gestione autonoma
Per tale considerazione il 6 agosto 1919 il Consiglio Comunale deliberava
che al Giardino si desse l'ordinamento di un'azienda municipalizzata,
a termini ,della legge 29 marzo 1903 n. 103; "Il Giardino Zoologico
- nota la Relazione della Giunta - se non presenta, date le sue
ultime finalità, un carattere prevalentemente industriale,
è indubbiamente così estraneo alle consuete attività
degli organismi tecnici e amministrativi del Comune, ha tali singolarità
che richiedono conoscenze tecniche ed amministrative talmente speciali,
ed uno svolgimento amministrativo talmente diverso da quello imposto
dalla legge agli ordinari servizi municipali, che la sua organizzazione
ad azienda speciale sembra del tutto giustificata" .La Commissione
Reale per il credito Comunale e Provinciale e per la Municipalizzazione
dei pubblici servizi, nella seduta del 19 gennaio 1920, approvando
la deliberazione del Consiglio Comunale, associavasi alle considerazioni
suddette, dopo aver constatato che "l'organizzazione interna
dell'Azienda e la sua messa in valore presso il pubblico esigevano
particolari accorgimenti amministrativi...".
Sennonché la Commissione Reale subordinava la municipalizzazione
al voto degli elettori, a termini dell'articolo 13 della legge sopra
richiamata, cosa che sembrò sproporzionata alla entità
del provvedimento. Si dovette continuare così nella gestione
a carattere provvisorio, con risultati finanziari che confermavano
purtroppo l'insufficienza di un'organizzazione simile. Invero dal
1918 al 1923 i deficit di esercizio avevano raggiunto la notevole
somma complessiva di L. 1.133,947.
S. E. Cremonesi - allora R. Commissario al Comune - preoccupato
di tale stato di cose e della necessità soprattutto di mettere
il Giardino in condizioni degne della Capitale del Regno, con deliberazione
31 ottobre 1923 n. 1812, pure mantenendo il servizio in economia,
decideva allora di affidare l'alta ingerenza del Giardino Zoologico
ad un suo Delegato, assistito da una Commissione Amministratrice.
Ed in conseguenza, con ordinanza 31 dicembre 1923, incaricava il
Barone Alberto F assinj di assumere la sovraintendenza e amministrazione
del Giardino Zoologico, delegandogli le facoltà che la legge
affida al Sindaco, e autorizzandolo a costituire una Commissione
Consultiva composta di persone di sua fiducia. A far parte di detta
Commissione erano chiamati i Sigg. C'onte Dott. R. A. Gallenga Stuart,
Comm. Armando Brasini, Marchese Giuseppe Patrizi, Dott. Gr. Uff.
Gino Gasperini, lng. Acciaro Giacchetti, Dott. Comn. Umberto Giglio,
Conte Comm. Dott. Guido Suardi, Marchese On. Alberto Theodoli, Prof.
Comm. Nello Fotticchia, Marchese Liborio Marignoli, Prof. Comm.
Pietro Romualdo Pirotta, Comm. Renzo Rossi, Comm. Filippo Clementi.
L'esperimento fatto nell'anno 1924 di questo nuovo organismo a base
industriale rispondeva alle aspettative, onde parve cosa opportuna
adottare un provvedimento che potesse dare all'Azienda del Giardino
un assetto stabile e definitivo, togliendola da quello stato di
precari età in cui era stata fino allora mantenuta. Invero
l'esercizio aveva raggiunto in rendite e profitti la somma di L.
1.070.911,81, di fronte a spese e perdite per L. 986.476,62, donde
ne era risultato un avanzo netto di L. 84.435,19.
indice
La Municipalizzazione dell'Azienda
Così, avendo presente che dalla legge per la municipalizzazione
dei pubblici servizi era stato rimosso il vincolo del referendum,
sembrò fosse giunto il momento di dare corso senz'altro alla
deliberazione del Consiglio Comunale 4-6 agosto 1919 per la costituzione
dell' Azienda in Ente Autonomo; ciò che di fatto avveniva
con deliberazione 24 febbraio 1926, n. 313.
A tale effetto si modificava anche il Regolamento e il numero dei
Consiglieri era ridotto a sei effettivi e quattro supplenti,
col concetto che dovessero far parte della Commissione stessa elementi
amministrativi e tecnici che potessero dedicare all'Azienda l'opera
loro gratuita per spirito di affettuosa sollecitudine.
La Commissione Amministratrice era pertanto composta nel modo seguente:
Presidente, Barone Gr. Uff. Alberto Fassini; Commissari effettivi:
Dott. Gr. Uff. Gino Gasperini, Ing. Acciaro Giacchetti, Dott. Comm.
Umberto Giglio, Conte Gr. Uff. Dott. Guido Suardi, On. Marchese
Alberto Theodoli; Commissari supplenti: Prof. Comm. Nello
Fotticchia, Marchese Liborio Marignoli, Professore Comm. Pietro
Romualdo Pirotta, Comm. Renzo Rossi. Alla Direzione del Giardino
veniva chiamato Il Comm. Lamberto Crudi; a Capo Servizio Tecnico
era nominato il Marchese .Prof. Comm. Giuseppe Lepri; a Segretario
della Commissione Amministratrice il Gr. Uff. Filippo Clementi.
Per altro non bastava mutare il sistema amministrativo : bisognava
altresì riparare alle gravi deficienze prodotte dallo stato
di semi abbandono degli ultimi anni. Soltanto restituendo al Giardino
la necessaria floridezza, tanto da farne oggetto di generale attrattiva,
sarebbe stato possibile di risollevarne in modo permanente le sorti.
E questo programma infatti animava fin dal primo momento l'attività
della Commissione Amministratrice, di pieno accordo con l'Amministrazione
Municipale.
A tale effetto il R. Commissario disponeva un primo apporto di L.
650.000, ripartibile in tre esercizi, in modo che il patrimonio
dell'Azienda potesse in un primo tempo gradatamente elevarsi ad
oltre un milione di lire.
Né le speranze furono deluse: che anzi il consuntivo del
1925 - di carattere eccezionale peraltro per la straordinaria affluenza
dell'Anno Santo - accertava utili netti in lire 363.186,29, essendosi
raggiunta in Entrata la somma di L. 1.718.892,31 e in Uscita
la somma di L. 1.355.706,02. Da allora il miglioramento e lo sviluppo
degli impianti fu continuo per gli apporti concessi di anno in anno
dal Governatore, apporti che al 1930 già avevano raggiunto
la cifra di L. 2.964.115,15.
indice
Il rinnovamento del Giardino
Il programma della Commissione Amministratrice era fin dal primo
momento quanto mai vasto ed ardito. La stessa cerchia del Giardino
sembrava insufficiente. "Evidentemente - scriveva la Commissione,
nella sua Relazione sull'esercizio 1925 - l'attività della
nostra Azienda non può contenersi nei limiti attuali: la
necessità di una espansione s'impone... Questo problema fondamentale
può trovare una soluzione senza che per essa debba subire
alcun turbamento l'organismo estetico e storico della Villa Umberto
I. A fianco del Giardino un vasto prato nudo ed incolto, ultimo
residuo di una zona rustica sui bordi della Villa, attende oggi
ancora una sistemazione degna del pittoresco parco che lo circonda.
Nessuna sistemazione migliore si potrebbe dare a detta zona, nelI'interesse
cittadino, che quella di associarla al nostro Giardino, mettendoci
in grado di poter esplicare il grandioso programma indicato. I mezzi
finanziari non dovrebbero mancare per questo, se la nuova Italia
vuole dare alla sua capitale gloriosa il fascino di una grande città
moderna, in cui tutte le manifestazioni del consorzio civile abbiano
ampia e brillante affermazione".
Questa splendida visione per l'avvenire, oggi, per volere di S.
E. il Capo del Governo è divenuta realtà.
Intanto l'opera di riordinamento e di trasformazione veniva senz'altro
iniziata. Provvedevasi anzitutto alle necessarie riparazioni di
alcune rocce, che suscitavano serie preoccupazioni per il loro stato
fatiscente, essendo le armature in legname, costruite 17 anni innanzi,
logore dal tempo; lavoro quanto mai importante, richiedendo alcune
di esse, come quella dei leoni, una quasi totale ricostruzione.
Contemporaneamente addivenivasi alla sistemazione di un completo
impianto idrico, di cui il Giardino era privo, e che era pure condizione
indispensabile perché il tappeto verde delle aiuole, ricche
di fiori, anche nei mesi estivi potesse offrire un quadro di brillanti
colori. "L'istituzione che fu affidata alle nostre cure - scriveva
il presidente Barone Fassini - non deve trovare la ragione della
propria "prosperità in un organismo che sia oggetto
di attrattiva soltanto per la ricchezza della sua fauna. Noi vogliamo
che il Giardino Zoologico, trovi un elemento di attrazione anche
nella ricchezza della sua flora. Fiori, fiori dovunque e meravigliosi
scenari di piante esotiche, rispondenti alle caratteristiche dei
vari reparti; ecco il nostro immediato scopo, parte sostanziale
del nostro programma".
E in base a questo programma un intenso impulso davasi alle opere
di trasformazione di importanti reparti, nell'intento di renderli
più rispondenti alle esigenze tecniche e più attraenti
dal punto di vista estetico. Con questo concetto procedevasi all'apertura
di un grande viale all'ingresso del Giardino, per metterlo in comunicazione
col viale centrale detto delle antilopi; e si creava, ai piedi della
rupe degli orsi banchi, un bacino di nuoto per questi animali, che
oggi ancora costituisce una delle più belle attrattive del
Giardino; iniziavasi la sistemazione dell'ultima zona del Giardino
verso Valle Giulia, vera selva selvaggia, fino allora rimasta in
completo abbandono, per dare ai cervidi, a fianco di un'ampia scalea,
un parco ombroso, nel quale potessero trovarsi nel loro naturale
ambiente; elevavasi una casa, di stile moresco, per le giraffe,
e davasi alle foche un magnifico reparto, dalle rocce ardite e artisticamente
bizzarre, sovrastanti un ampio bacino polare che, specialmente nelle
giornate di neve, offriva uno spettacolo quanto mai suggestivo.
Senza entrare in dettagli analitici le fotografie da noi riprodotte
bastano ad illustrare l'opera compiuta.
indice
Le collezioni zoologiche
Contemporaneamente a quest'opera di riordinamento
e di rinnovamento curavasi lo sviluppo delle collezioni zoologiche.
Al 31 dicembre del 1924, quando la gestione del Giardino veniva
affidata alla Commissione Amministratrice, la consistenza delle
collezioni era costituita dai seguenti elementi:
| I. - Mammalia. |
| Primates |
esemplari 68
|
specie 17
|
| Prosimiae |
6
|
3
|
| Carnivora |
62
|
30
|
| Rodentia |
153
|
10
|
| Ungulata |
125
|
46
|
| Marsupialia |
8
|
4
|
| Totale |
|
specie 110
|
| II. AVES. |
| Rheiformes |
esemplari 4
|
specie 1
|
| Struthioniformes |
9
|
2
|
| Casuariformes |
2
|
2
|
| Galliformes |
103
|
26
|
| Columbiformes |
53
|
7
|
| Lariformes |
2
|
2
|
| Ralliformes |
10
|
2
|
| Gruiformes |
9
|
5
|
| Ardeiformes |
18
|
9
|
| Anseriformes |
256
|
36
|
| Pelecaniformes |
3
|
2
|
| Phoenicopteriformes |
5
|
1
|
| Strigiformes |
3
|
2
|
| Falconiformes |
45
|
20
|
| Psittaciformes |
132
|
28
|
| Coraciiformes |
1
|
1
|
| Passeriformes |
393
|
42
|
| Totale |
|
specie 188
|
| III. - Reptilia. |
| Ophidia |
esemplari 14
|
specie 7
|
| Squamata |
5
|
3
|
| Emydosauria |
8
|
4
|
| Testudinata |
22
|
6
|
| Totale |
|
specie 20
|
| IV. - Amphibia. |
| Anura |
esemplari 1
|
specie 1
|
| Riassunto |
| Mammiferi |
esemplari 422
|
specie 110
|
| Uccelli |
1048
|
188
|
| Rettili |
49
|
20
|
| Anfibi |
1
|
1
|
| Totale |
|
specie 319
|
A così sensibile miglioramento erasi
giunti per la ripresa, dopo la guerra, del commercio degli animali
esotici.
indice
Gli acquisti di animali
Nel procedere ad acquisti si ebbe specialmente in mira di aumentare
il numero delle specie più che degli esemplari, perché
le collezioni zoologiche potessero riuscire possibilmente complete,
anche nei soggettI più rari e attraenti, e di procedere nel
tempo stesso alla sostituzione di elementi vecchi e deficienti con
altri apprezzabili per la loro vigoria e le loro forme perfette.
Così il Giardino arricchivasi di esemplari di speciale valore,
fra i quali va ricordato: una coppia di grandi Orang- utans (Pongo
pygmaeus) "Saib" "Saiba". Il maschio, destava
il più vivo interesse, per le sue vigorose caratteristiche,
ed era oggetto anche di rilievo in Riviste estere.
Né meno importante era l'accaparramento di una superba coppia
di giraffe che rispondeva ad un vivo, insistente desiderio del pubblico.
I mezzi finanziari forniti dal Governatorato per acquisto di animali
furono senza dubbio cospicui. A questo scopo invero dal 1925 al
1930 fu erogata la complessiva somma di L. 974.056,95, ripartita
nel modo seguente:
Anno Importo acquisti
1925 . . . 146.007 ---
1926 . . . 133.334,70
1927 . . . 195.551,05
1928 . . . 193.184,30
1929 . . . 232.417,90
1930 . . . 73.562 --- |
La consistenza delle collezioni
aumentava così notevolmente di valore e nei rapporti zoologici
e nei rapporti patrimoniali.
I doni
All'aumento delle collezioni zoologiche contribuivano altresì
numerosi doni di animali esotici. Senza scendere a dettagli, dobbiamo
ricordare con vivo compiacimento e gratitudine come continui e pregevoli
siano stati quelli di S. M. il Re, che onorava più volte
il Giardino della Sua Augusta presenza, di S. A. R. il Principe
ereditario, di S. E. il Capo del Governo - fra i quali quello della
Leonessa Italia, oggetto da parte sua di assidue visite, - e come
costante si dimostrasse in questo periodo l'interessamento per il
nostro Giardino delle LL. EE. i Governatori della Somalia e dell'Eritrea,
Conte Maria De Vecchi di VaI Cismon, On. Zoli, On. Gasperini. Né
mancavano doni di S. A. R. la Duchessa di Aosta Madre, delle LL.
AA. RR. il Duca degli Abruzzi, il Duca di Spoleto, il Principe di
Udine, di Autorità, Enti, appassionati zoologi. Dobbiamo
però fare speciale rilievo di tre bisonti - un maschio e
due femmine - donateci dal Governo degli Stati Uniti, importante
dono per noi, esistendo in detto Stato, divieto di esportazione
di questi animali.
indice
Le nascite
Ma se i doni ricevuti costituirono un cospicuo
arricchimento del patrimonio zoologico, a questo arricchimento concorsero
altresì le nascite che si verificarono in numero veramente
rilevante.
Specialmente notevole fu la nascita di mammiferi e particolarmente
di leoni, di tigri, di leopardi e d'iinteressanti specie di antilopi.
Ci basti ricordare che le nascite fra i mammiferi soltanto ammontarono
ad 86 esemplari nel 1926 e salivano a 100 nel 1928; né furono
molto inferiori negli anni seguenti. Ma, caso veramente eccezionale,
fu la nascita di un piccolo orango, vissuto oltre nove mesi, e morto
per gravi disturbi nel periodo della dentizione; importante avvenimento
nella storia della zoologia per soggetti in cattività.
Il valore dei doni e delle nascite, agli effetti zoologici e patrimoniali,
costituì un apporto veramente cospicuo, e concorse allo sviluppo
delle nostre collezioni, per il quale, come si disse, avevamo in
mira più che l'aumento degli esemplari, l'aumento delle specie.
Questo aumento per quanto riguarda le specie, segnò dal 1925
al 1930 un costante progresso, come risulta dalle seguenti cifre:
Anni Numero
delle specie
1925 . . . . . . .345
1926. . . . . . . 363
1927. . . . . . . 379
1928. . . . . . . 399
1929. . . . . . . 402
1930. . . . . . . 412 |
Ciò permettevaci
di procedere alla vendita dei soggetti superflui con intenti commerciali
e di destinare i proventi all'acquisto di altri animali di cui difettavamo.
Le esposizioni floreali, la Mostra dell'animale nell'arte e le
Mostre internazionali canine.
Nell'intento di rendere il Giardino gradito ritrovo della cittadinanza,
la Commissione Amministrativa non mancava di promuovere alcune geniali
manifestazioni, compatibili con lo speciale carattere dell'ambiente.
A tale intento nel mese di maggio del 1925 e 1926 apriva il Giardino
ad esposizioni floreali, che riuscirono brillantissime per concorso
di espositori e di pubblico; e, per affermare altresì le
finalità culturali dell'istituzione, nel 1930, col concorso
di S. E. il Governatore, promuoveva una Mostra di animali nell'arte,
già caldeggiata dal Sindacato Nazionale Fascista degli Artisti,
erogando premi per l'importo complessivo di L. 67.500.
Inoltre, accogliendo il desiderio manifestato da una parte eletta
della cittadinanza, iniziavasi la serie delle Mostre internazionali
canine, affidandone l'organizzazione tecnica all'Ente Nazionale
della Cinofilia italiana; simpatica iniziativa che, suscitando generale
interesse, determinava l'intervento di autorevoli personaggi e una
grande affluenza di visitatori. Numerosi e cospicui premi erano
assegnati agli esemplari migliori delle diverse razze, fra i quali
notevoli quelli di S. M. il Re, di S. A. R. il Principe ereditario,
delle LL. EE. Il Capo del Governo, il Ministro dell'Agricoltura
e foreste, il Governatore di Roma e di altri Enti cittadini.
***
Nel luglio 1930 il Barone Fassini, a causa
delle sue molteplici occupazioni industriali, rassegnava le dimissioni
da Presidente dell'Azienda; né valsero le insistenze della
Commissione Amministratrice e di S. E. il Governatore a farlo desistere
dal suo proposito. S. E. il Principe Boncompagni nominava allora,
a Commissario dell'Azienda il Conte Gr. Uff. Dott. Guido Suardi,
che al Giardino aveva già dato assidua opera fin dal 1924;
come membro della prima Commissione Amministratrice.
In questo secondo periodo di vita il Giardino aveva intanto conseguito
il suo consolidamento. Il favore della cittadinanza e i lusinghieri
apprezzamenti dei forestieri dimostravano che gli scopi dell'istituzione
erano stati in gran parte raggiunti. L'Italia considerava ormai
il Giardino Zoologico di Roma più che un istituto di interesse
locale, una istituzione di carattere nazionale. L'affluenza dei
visitatori affermava l'interessamento vivissimo che l'istituzione
suscitava nella cittadinanza e nei forestieri. lnvero dal 1925 al
1930 i visitatori del Giardino ammontavano complessivamente a 2.771.258
individui, oltre gli abbonati e le tessere.
Era quindi il caso di affrontare l'esplicazione del nostro programma
di ampliamento, specialmente dopo che S. E. il Capo del Governo,
con l'entusiasmo da Lui sempre sentito per quanto concorra ad affermare
di fronte al mondo la rinnovata grandezza di Roma, ave- va espresso
il proposito che anche il Giardino Zoologico di Roma non dovesse
essere inferiore alle altre più importanti istituzioni del
genere. Questo esplicito mandato noi raccogliemmo con piena fede,
sicuri che non ci sarebbero mancati i mezzi finanziari per assolverlo
in modo degno dell'Italia fascista.
indice
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