Al Bioparco di Roma, per la prima volta, sono nati due gemelli di tamarino edipo, Saguinus oedipus.
Il parto è avvenuto il 25 ottobre, dopo 6 mesi di gestazione.
I due piccoli pesano circa 20gr. per una lunghezza di 10/15 cm ciascuno, coda compresa, e sono accuditi dalla mamma Carola di 3 anni, la quale proviene dallo zoo di Boras, in Svezia, in cui è nata, e da papà Dinky di 7 anni, nato in cattività presso lo Zoo di Ostrava, nella Repubblica Ceca.
Il Tamarino edipo è una delle scimmie più piccole al mondo dal peso di soli 430 gr, appartenente alla grande famiglia dei Callitricidi che annovera ben 42 specie, e che vive nelle foreste secondarie umide e in quelle aride, nel nord ovest della Colombia. Una particolarità della specie è che per le prime due settimane è la femmina ad occuparsi da sola dei nuovi nati, per poi demandare il compito al maschio. Al momento le due scimmiette si alternano già sulle spalle sia della mamma che del papà. Tra qualche mese i cuccioli saranno completamente indipendenti.

Le nascite sono avvenute nell’ambito del programma europeo di riproduzione in cattività per le specie minacciate di estinzione (EEP) a cui il Bioparco partecipa, finalizzato al mantenimento di uno stock di animali in cattività per eventuali rilasci in natura.

Il Bioparco è membro dell’EAZA – Unione Europea Zoo e Acquari – e collabora a livello internazionale con molte istituzioni impegnate nella conservazione delle specie a rischio di estinzione attraverso la partecipazione a progetti che si basano sull’interscambio di animali fra uno Zoo e l’altro che deve avvenire secondo precisi standard, soprattutto dal punto di vista genetico.

Info biologiche sul Tamarino Edipo

Territoriale, diurno e arboricolo si nutre principalmente di frutta e insetti.

Vive in gruppi misti fino a 13 individui la cui composizione è molto dinamica: generalmente, sono composti da una femmina dominante, diversi maschi, cuccioli dell’anno e da giovani di entrambi i sessi, che non fanno parte del gruppo familiare. La femmina dominante è l’unica che si riproduce.

Come tutti i Callitricidi, anche il Tamarino edipo possiede una grande varietà di comportamenti per comunicare all’interno e all’esterno del gruppo, dalla postura del corpo alle vocalizzazioni. Assume una postura bipede per dimostrare aggressività e dominanza, gonfia il pelo della pelliccia, soprattutto quello della cresta apicale del capo, per comunicare minaccia, marca il territorio con urina e secrezioni odorose per esprimere territorialismo. Anche il repertorio vocale è molto ampio e complesso e comprende versi di allarme, in particolare per segnalare i predatori aerei, di sottomissione e perfino particolari versi tipici dei giovani nei momenti di gioco. Con i loro manti fini e setosi, le lunghe code e una vasta gamma di ciuffi, criniere, creste, baffi e frange, appartiene ad una famiglia che annovera i primati più colorati del Sud-America. Il nome che identifica la famiglia dei Callitricidi deriva infatti dal greco kallíthrix e significa “colui che ha una bella chioma.

Il commercio illegale, la perdita e la frammentazione dell’habitat sono le principali minacce che minano la sopravvivenza di questa specie, tanto che Il tamarino edipo è annoverato tra le specie ad alto rischio di estinzione dalla IUCN (l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura). Il tamarino edipo ha già perso gran parte del suo habitat a causa della grande richiesta di legname, della costruzione di abitazioni, dell’agricoltura e dell’industria. Le zone di foresta dove attualmente vive sono così frammentate e ridotte che si ritengono insufficienti al mantenimento delle popolazioni della specie. Oltre al tamarino edipo, il Bioparco ospita altre due specie appartenenti alla medesima famiglia: lo uistitì pigmeo Cebuellapygmae e il tamarino imperatore Saguinus imperator ospitati in un’area di circa 450 mq inaugurata nel 2011.