Orso bruno

materiale didattico
Classe:
MAMMALIA
Ordine:
CARNIVORA
Famiglia:
URSIDAE
Nome scientifico:
Ursus arctos
Dove vive:
mappa_orso_bruno

Distribuzione e habitat:

Diffuso in tutto l’emisfero settentrionale, è presente anche in Italia con tre nuclei isolati che occupano le aree del Trentino occidentale, del Veneto e dell’Abruzzo. Predilige gli habitat forestali ma anche le praterie di alta quota e i campi coltivati.
Dimensioni
Da 1 a 2,8 m di lunghezza, da 90 a150 cm di altezza. Il peso varia tra gli 80 ed i 600 kg. I maschi, generalmente, sono un 10% più grandi delle femmine.
Abitudini
Solitario, le uniche interazioni sociali si rilevano tra la madre ed i giovani dell’anno o tra gli adulti di sesso opposto durante la stagione degli accoppiamenti. Durante il resto dell’anno le femmine con i piccoli evitano attentamente i maschi adulti.
Riproduzione
Il periodo degli accoppiamenti va da aprile a giugno, con una gestazione di circa 7-8 mesi che termina con il parto di uno/due cuccioli. L’allattamento si protrae per 3 o 4 mesi, quando i piccoli cominciano a seguire la madre nei suoi spostamenti alla ricerca del cibo; i giovani orsi si rendono indipendenti a circa 2 anni.
Dieta
Sebbene l’orso venga classificato come un carnivoro la sua dieta risulta di fatto ampiamente onnivora, variando dai tuberi alle carcasse animali, con una preponderanza di vegetali: erbe, foglie, germogli, bacche, frutta. In base alla disponibilità può implementare la dieta con invertebrati (insetti e larve, lombrichi, molluschi), piccoli roditori, carcasse di ungulati, bestiame domestico e il miele prodotto dalle api.
Lo sapevi che?
L’orso per far fronte al periodo invernale va in letargo, si tratta in realtà di uno stato semiletargico, caratterizzato da metabolismo ridotto, sonno prolungato e assenza di alimentazione. Non tutti gli orsi e tutte le specie vanno in letargo e non tutte lo fanno per un periodo ugualmente lungo. I siti di svernamento sono in genere localizzati in aree impervie e di difficile accesso all’uomo; cavità naturali che vengono scelte dagli animali con molta cura. L’orso in letargo sopravvive grazie alle riserve di grasso accumulate durante l’autunno che consistono in circa il 50% del suo peso corporeo.
Grado di minaccia
È una specie minacciata a causa della frammentazione dell’habitat e del bracconaggio. Nonostante sia protetto, sono stati scoperti in Asia allevamenti illegali, dove gli animali vengono tenuti vivi per estrarre la loro bile. Questa è molto utilizzata nella medicina tradizionale orientale come rimedio per la cura delle malattie del fegato e del cuore, emorroidi, disturbi digestivi, febbre e congiuntivite ma anche per la preparazione di shampoo e cosmetici.

LEGENDA

  1. CITES. La specie è protetta dalla Convenzione di Washington – anche nota come CITES – che regolamenta il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche. La CITES è un accordo tra oltre 160 governi che attraverso leggi internazionali e nazionali regolamenta, o addirittura vieta l’esportazione, l’importazione, la vendita e Ia detenzione di molte specie e loro derivati comi le pelli o l’avorio.
  2. EEP/ESB. La specie rientra in un programma di conservazione europeo coordinato dall’Associazione Europea Zoo e Acquari (EAZA), di cui il Bioparco è membro. L’EEP (Eaza Ex Situ species Programme) prevede diverse azioni tra cui la riproduzione in cattività per eventuali rilasci in natura, la sensibilizzazione del pubblico e la ricerca scientifica. L’European studbook (ESB) è un inventario che ha lo scopo di monitorare lo stato in cattività degli individui di una determinata specie e generalmente precede l’EEP.
  3. RED LIST IUCN. La specie è inserita nella Lista Rossa delle Specie Minacciate di estinzione redatta dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Si tratta del più completo inventario che codifica il grado di minaccia delle specie a livello globale basato su un sistema di categorie e criteri quantitativi e scientificamente rigorosi.