Tra acqua, aria e terra “Wetlands for life”
A sostegno della campagna di sensibilizzazione promossa dall’EAZA per il biennio 2026-2027 –Wetlands for life– dedicata alla sensibilizzazione e alla protezione delle zone umide, il Bioparco organizza tre domeniche, con attività educative rivolte a tutti.
Lo scopo delle giornate è quello di aumentare la consapevolezza sulla fragilità delle zone umide e soprattutto di far comprendere la vulnerabilità di alcune specie ed ecosistemi pressati dall’azione antropica.
Dalle 11.00 alle 17.00 presso l’Oasi del Lago e in zona Auditorium saranno presenti diverse postazioni interattive dotate di materiali didattici come riproduzioni di crani, becchi e modelli di sviluppo di alcune specie di anfibi.
Programma delle giornate:
🐦⬛🪿🦅 Mettiamoci il becco
La forma del becco degli uccelli è indicativa dell’ambiente in cui vivono e del modo in cui si procurano il cibo. Analogamente ai denti dei mammiferi il becco ci fornisce informazioni molto utili sulle abitudini alimentari di questa grande e variegata classe di vertebrati.
Grazie a un’attività di esplorazione e gioco, i visitatori saranno invitati a riflettere sul rapporto tra forma e funzione, fino a scoprire il corretto accoppiamento tra i becchi e gli uccelli a cui appartengono.
🦎🦟🦇 A pelo d’acqua
Le zone umide sono ecosistemi di straordinaria biodiversità che ospitano migliaia di specie animali e vegetali. Acqua, fango e vegetazione creano nicchie ecologiche uniche dove anfibi, rettili, uccelli e invertebrati trovano cibo, riparo e luoghi di riproduzione.
Cosa accomuna un coccodrillo, un ippopotamo e una rana? Perché le papere non si bagnano? Come è fatto un nido di fenicottero? A queste e ad altre domande si darà risposta attraverso esperimenti e l’osservazione di riproduzioni di crani e modelli didattici.
💧 💦 Tutto in una goccia
Quando si parla di elevata biodiversità non si deve pensare solo alle foreste pluviali o alle barriere coralline, ma anche a una piccola goccia d’acqua. All’interno di un piccolo laboratorio di microbiologia e stereo-microscopi sarà possibile osservare da vicino i microrganismi acquatici e scoprendo il ruolo fondamentale che questi minuscoli esseri svolgono per la vita sul nostro pianeta.
🐢🎭📖 Alieni in palude
Un racconto, illustrato con la tecnica del kamiscibai, introduce i partecipanti alla vita della testuggine palustre europea e alle minacce che affronta ogni giorno. L’obiettivo dell’attività è quello di sensibilizzare grandi e piccoli sul problema delle specie aliene invasive, come la testuggine palustre americana, spesso abbandonata in natura e in competizione con la specie autoctona.
CAMPAGNA EAZA WETLANDS FOR LIFE
Le zone umide sono la nostra principale fonte di acqua potabile e svolgono un ruolo essenziale nel preservare la biodiversità, rafforzare la resilienza climatica e sostenere i mezzi di sussistenza delle comunità. Nonostante questo, sono gli ecosistemi più minacciati del pianeta. Dal 1970 il mondo ha perso circa il 35% delle sue zone umide, che stanno scomparendo a una velocità tre volte superiore a quella delle foreste. Pur coprendo solo il 6% circa della superficie terrestre, ospitano circa il 40% di tutte le specie note.
La Convenzione di Ramsar (l’accordo internazionale del 1971 che disciplina la protezione e l’uso sostenibile delle zone umide e delle loro risorse) fornisce una definizione chiara di ciò che si considera zona umida e spiega che questi ambienti possono assumere molte forme: temporanee o permanenti, interne o costiere. Le zone umide naturali comprendono laghi e fiumi, falde acquifere sotterranee, paludi e acquitrini, torbiere, oasi, estuari, delta, aree costiere comprese le mangrovie.
Anche gli stagni artificiali (per l’acquacoltura, lo stoccaggio dell’acqua, il trattamento delle acque o a scopo decorativo), le risaie, i bacini idrici e le saline sono considerati zone umide.
L’Italia conta attualmente oltre 50 siti Ramsar riconosciuti. La zona umida più estesa del pianeta è il Pantanal (Brasile), grande quanto metà dell’Italia.













