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Tempo da lupi

Quando si dice “tempo da lupi” si immagina il cielo plumbeo, il vento sferzante e un freddo che entra nelle ossa. Condizioni a cui i lupi sono abituati vivendo in luoghi con inverni particolarmente freddi. E gli altri animali? Una domanda che sicuramente vi siete posti se avete fatto un giro tra i viali del Bioparco a gennaio. Uno scimpanzé adattato a vivere nelle foreste tropicali dell’Africa può sopravvivere ai venti di tramontana? E gli elefanti asiatici come reagiscono quando il termometro va sottozero?

Ci prendiamo cura dei nostri ospiti nei modi più idonei ma anche fantasiosi per aiutarli a superare gli inverni rigidi garantendogli calore e protezione. Se tra le mani di Zoe e Martina, i nostri due oranghi, vedrete fagotti fumanti sappiate che stanno gustando riso caldo con uvetta e yogurt. A prima mattina gli scimpanzé Susy, Pippi, Edy e Bingo amano fare colazione con tè caldo e miele oppure con una buona tisana al finocchio e mirtillo.

Le due elefantesse asiatiche, Sofia e Lakshmi, hanno il conforto di un ricovero a temperatura costante: 15°C. Una potente pompa di calore garantisce che il termometro non scenda sotto questa temperatura. Non ve la prendete, quindi, se d’inverno troverete il recinto delle giraffe o degli ippopotami vuoto; probabilmente i loro ospiti hanno preferito restare nei ricoveri notturni dove il riscaldamento gli garantisce un piacevole tepore.

Tra i nostri ospiti, però, quelli a cui dedichiamo un’attenzione particolare sono i rettili. Ogni teca del rettilario ha una temperatura adeguata alla specie che vi abita, questo per tutti i giorni dell’anno. 

I varani di Komodo, tra i rettili più esigenti in termini di condizioni termiche, camminano su un pavimento riscaldato e hanno a disposizione una potente lampada riscaldante: 4.500 watt. 

Ivan e Richard si stendono lì sotto per intensi e lunghi bagni di calore.

Anche i lemuri dalla coda ad anelli vivono dove il vero freddo non arriva mai, qui allo zoo di Roma raccolgono ogni raggio di sole nella tipica posizione che a noi umani ricorda quelle dello yoga, un comportamento tipico della specie. 

Quando il tiepido sole dell’inverno non è sufficiente interveniamo con spuntini a base di riso caldo addolcito con il miele.

Le tigri si sa non mangiano riso né bevono tisane, ma adorano i cumuli di paglia che gli prepariamo d’inverno, caldi giacigli sui quali si stendono preferendoli al terreno umido e freddo.

Non potremo mai ricreare un ambiente di deserto o una foresta tropicale al centro di Roma, ma facciamo tutto il possibile e a volte anche l’impossibile, affinché i nostri ospiti si sentano come a casa loro!