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Potamocero

Classe:
MAMMALIA
Ordine:
CETARTIODACTYLA
Famiglia:
SUIDAE
Nome scientifico:
Potamochoerus porcus
Dove vive:
Potamocero

Distribuzione e habitat:

Vive nella foresta pluviale dell’Africa centro-occidentale, dove frequenta soprattutto le foreste a galleria e i margini delle zone umide. Presente anche nelle foreste secche, nella savana boschiva e persino nelle aree coltivate.
Dimensioni
È il più piccolo e vistoso tra le 5 specie di suidi africani. Il peso varia dai 45 ai 120 kg e la lunghezza del corpo tra i 100 e i 150 cm, con una coda di 30-45 cm. Il corpo corto, stretto e di colore fulvo, è attraversato dal capo alla coda da una stretta cresta bianca, mantenuta eretta quando l’animale è eccitato. I giovani invece sono di color marrone scuro con striature gialle. Al Bioparco è presente la ssp. Potamochoerus porcus pictus.
Abitudini
Crepuscolare e notturno, trascorre il giorno in una profonda tana che scava nel fitto della boscaglia. È legato alle zone paludose in cui sosta nell’acqua bassa. È anche un ottimo nuotatore, in grado di attraversare ampi tratti di fiume. Gregario, vive in gruppi familiari di 6-20 individui composti da femmine, subadulti e giovani guidati da un grosso maschio dominante. I membri del branco comunicano tra loro con un ampio repertorio di versi, inoltre marcano l’ambiente segnando la corteccia dei tronchi con i loro lunghi canini e rilasciando secrezioni odorose.
Riproduzione
Dopo una gestazione di circa 4 mesi, la femmina partorisce da 1 a 6 piccoli in una tana rivestita da uno spesso strato di erba e foglie, all’interno della quale rimane per 10-15 giorni prima di unirsi con i cuccioli al resto del branco. Al contrario della maggior parte degli altri suidi, anche il maschio prende parte alla cura e alla difesa dei piccoli.
Dieta
Onnivoro, ha una marcata preferenza per radici e tuberi che ricerca grufolando con il muso nel terreno, sebbene non disdegni nutrirsi anche di erba, piante acquatiche, bulbi, frutta, carcasse e piccoli animali. Compie lunghi spostamenti (3-6 km al giorno) alla ricerca di cibo ed è in grado di localizzarne potenziali fonti nella foresta seguendo i richiami emessi da scimmie e uccelli frugivori.
Lo sapevi che?
I suoi principali predatori sono l’uomo e il leopardo e, localmente, anche leoni, iene maculate e pitoni.
Grado di minaccia
La specie è molto comune e ampiamente distribuita, pertanto non è considerata in pericolo sebbene, in aree localizzate, alcune popolazioni siano in declino a causa della caccia a scopi alimentari o per difesa dai danni causati alle attività agricole. La ssp. Potamochoerus porcus pictus presente al Bioparco rientra nei programmi di riproduzione EEP.

LEGENDA

  1. CITES. La specie è protetta dalla Convenzione di Washington – anche nota come CITES – che regolamenta il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche. La CITES è un accordo tra oltre 160 governi che attraverso leggi internazionali e nazionali regolamenta, o addirittura vieta l’esportazione, l’importazione, la vendita e Ia detenzione di molte specie e loro derivati comi le pelli o l’avorio.
  2. EEP/ESB. La specie rientra in un programma di conservazione europeo coordinato dall’Associazione Europea Zoo e Acquari (EAZA), di cui il Bioparco è membro. L’EEP (Eaza Ex Situ species Programme) prevede diverse azioni tra cui la riproduzione in cattività per eventuali rilasci in natura, la sensibilizzazione del pubblico e la ricerca scientifica. L’European studbook (ESB) è un inventario che ha lo scopo di monitorare lo stato in cattività degli individui di una determinata specie e generalmente precede l’EEP.
  3. RED LIST IUCN. La specie è inserita nella Lista Rossa delle Specie Minacciate di estinzione redatta dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Si tratta del più completo inventario che codifica il grado di minaccia delle specie a livello globale basato su un sistema di categorie e criteri quantitativi e scientificamente rigorosi.